Il guadagno accumulato indebitamente dall'imprenditore ammonterebbe, secondo un accertamento dell’ufficio delle Entrate, a circa 2 milioni di euro. A nulla è valso il ricorso dell'uomo davanti alla magistratura tributaria
Tolentino, 9 aprile 2008 - Un imprenditore della zona di Tolentino è stato condannato dalla Commissione tributaria provinciale di Macerata a pagare circa 4,5 milioni di euro tra imposte, sanzioni e interessi perché utilizzando diverse società delle quali era rappresentante legale (di cui alcune create ad arte), ha messo in atto operazioni fittizie per abbattere l’imposta dovuta e chiedere rimborsi non spettanti.
Il guadagno così indebitamente realizzato ammonterebbe, secondo un accertamento emesso dall’ufficio delle Entrate di Tolentino, a circa 2 milioni di euro. A nulla è valso il ricorso davanti alla magistratura tributaria. La correttezza della contestazione è stata sancita dalla Commissione tributaria provinciale di Macerata, che ha confermato l’accertamento.
"Alla base della sentenza, si legge in una nota - il principio che riconosce come illecite le transazioni economiche 'fittizie' tra società appartenenti allo stesso soggetto con il solo scopo di ottenere abnormi vantaggi fiscali senza che fossero conseguiti altri vantaggi economici risultando sostanzialmente neutrale l’andamento dei flussi finanziari tra le diverse società".
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