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MORTO DOPO AVER FORZATO IL POSTO DI BLOCCO

Si cerca il complice di Artur Korciu
Le indagini estese anche a Macerata

I carabinieri di Fermo avrebbero ricevuto la segnalazione di un albanese con una ferita alla testa lunga dieci centimetri e le scarpe infangate che si aggira a Mogliano. L'uomo era alla guida dell'auto finita fuori strada dopo avere ignorato l'alt dei carabinieri in un posto di blocco a Montegranaro
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L'auto che ha forzato il posto di blocco a Montegranaro Macerata, 9 aprile 2008 - Le indagini per le ricerche del complice di Artur Kociu, l'albanese trentunenne, morto ieri a Montegranaro dopo aver forzato un posto di blocco ed essere finito fuori strada a bordo di un'Alfa 147 rubata, durante un raid per rubare macchinette videopoker nei bar della zona, si sono estese anche a Macerata.

 

I carabinieri di Fermo, infatti, hanno ricevuto una segnalazione della presenza di un albanese con una ferita alla testa lunga dieci centimetri e le scarpe infangate a Mogliano. L'uomo avrebbe chiesto ad alcune persone dove si trovava e avrebbe poi telefonato a qualcuno per farsi venire a prendere.

 

Nell'incidente di ieri, infatti, l'albanese che era alla guida dell'auto sarebbe rimasto ferito, ma è riuscito ugualmente a scappare con una Clio rubata e ritrovata poco dopo.

 

Tra il luogo dove è stata abbandonata la Clio e la cittadina maceratese ci sono circa 15 chilometri, ma gli investigatori avevano già ipotizzato la presenza di altre persone coinvolte nella vicenda. Scontato quindi, l'utilizzo di una terza autovettura.

 

I carabinieri ipotizzano che le altre persone coinvolte siano probabilmente incensurate, come Kociu,  regolarmente residente in Italia, in provincia di Teramo, ma comunque sono state segnalate all'attenzione delle forze di polizia.

 

In attesa dell'esito dell'autopsia sul corpo di Kociu, fissata per domani, le indagini proseguono anche sul versante dell'analisi dei tabulati delle telefonate giunte al cellulare dell'albanese morto. Lo scenario più probabile è che i due stranieri facessero parte di una banda specializzata in colpi a macchinette per i videogiochi, con base in Abruzzo, ma operativa anche fuori regione.

 

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