Nonostante in città abbia vinto il Pd i due esponenti del Pdl sono soddisfatti. "Attendiamo grandi turbolenze nella coalizione di sinistra e da qui lanceremo la sfida alla guida della Provincia"
Ancona, 15 aprile 2008 - "A Macerata un risultato eclatante". I presidenti dei gruppi consiliari di FI e An Franco Capponi e Fabio Pistarelli sono molto soddisfatti del risultato che il Pdl ha ottenuto in regione e, in particolare, nella nostra provincia.
"Noi ci attendiamo grandi turbolenze nella coalizione di sinistra, le cui contraddizioni sono ormai enormi - continuano i due esponenti - Consideriamo eclatante il risultato a Macerata capoluogo e nella provincia per il Pdl, quest'ultimo il migliore di tutte le Marche, dove gli accoliti del presidente Silenzi possono vantare oggi solo il 44% dei voti contro il 51,6% del Pdl e degli alleati delle elezioni 2004".
"Dal punto di vista politico, provinciale e comunale, - continuano - dopo aver consolidato il rapporto con le
altre forze moderate ed alternative alla sinistra a Macerata città e nel Maceratese lanceremo la sfida alla guida della Provincia, sfida all'immobilità al pressappochismo, all'arroganza e alla propaganda, le sole cose viste in questi quattro anni di governo di centro sinistra".
La critica dei due esponenti non si ferma a Macerata, ma si estende a tutta la regione. "A livello regionale il dato saliente - continuano Pistarelli e Capponi - è che il presidente della Regione Spacca non ha più la maggioranza dei consensi espressi dai cittadini marchigiani, in quanto la sua coalizione rappresentata in consiglio regionale
non supera neanche il 50%".
"Il Pdl invece - osservano - cresce, e sommati i voti di Lega, Udc, lista di Storace e Pli, vede le forze alternative alla sinistra arrivare oggi al 48%. In pratica il consiglio e il governo regionale hanno al loro interno un forte condizionamento a sinistra (peso precedente 13,2%) con la sinistra comunista azzerata dall'elettorato (attuale misero 3%). Una specie di esercito senza patria che condiziona fortemente l'azione del governo regionale, impantanato sulle stesse problematiche che hanno bocciato il Governo Prodi".
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