Il figlio dello statista assassinato dalle Brigate rosse e presidente della Fondazione per la cittadinanza attiva è intervenuto ad un convegno promosso dall'Università e intitolato 'Violenza e Storia d'Italia. Conflitti e contaminazioni ideologiche del secondo '900'
Macerata, 24 maggio 2008 - Giovanni Moro, figlio dello statista assassinato dalle Brigate rosse e presidente della Fondazione per la cittadinanza attiva è intervenuto a Macerata ad un convegno promosso dall'Università e intitolato 'Violenza e Storia d'Italia. Conflitti e contaminazioni ideologiche del secondo '900'.
L'Italia deve fare i conti con una ''patologia della memoria che interessa gli anni '70'', ha dichiarato. Quegli anni, ha affermato Moro, secondo una sintesi del suo intervento diffusa dall'ateneo, restano ''un periodo difficile da classificare tramite temi o titoli dominanti, perche' e' stato intessuto da complicazioni concrete come la militarizzazione dell'attivismo politico; la convivenza tra il consociativismo dei partiti e i primi segnali di stanchezza della società davanti a questo sistema; e ancora l'immobilismo, la necessità di un cambiamento impossibile contrapposto all'attività riformista del Parlamento di quell'epoca''. Sono ancora troppi i pregiudizi con cui guardiamo agli anni del terrorismo. ''E la violenza - ha concluso - è un idolo dal quale dobbiamo liberarci''.
Il vincitore del Festivalbar 2004 sarà la punta di diamante della settimana della Cultura di Corridonia. Sabato, alle 22, a Villa Fermani presenterà in anteprima nazionale il suo ultimo album '300 all'ora'. (ingresso libero)