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L'IMPENNATA DEL GREGGIO

La benzina è senza griffe, ma costa come le altre

Su quattro pompe bianche (cioè quelle che non appartengono alle grandi compagnie) due hanno allineato i prezzi; mentre le altre hanno dovuto vendere

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Benzina Macerata, 5 giugno 2008 - Talmente anonime da essere immediatamente riconoscibili. Anche senza logo, senza raccolte punti o maxi pannelli pubblicitari. Sono le cosiddette 'pompe bianche', i distributori di benzina che non appartengono a grandi compagnie petrolifere, ma a imprenditori privati che proprio in virtù della loro autonomia dovrebbero essere in grado di applicare sconti e ribassi.

 

Parrebbe una manna, nell’epoca del caro-benzina. Eppure, su quattro pompe bianche distribuite nel territorio provinciale, due sono state costrette ad allinearsi ai prezzi delle grandi compagnie; mentre le altre, nel giro di qualche anno, hanno pensato bene di vendere. Alle grandi compagnie.

 

Il perché lo spiega Arturo Mancini, della stazione Q8 di San Severino, sull’Apirese, in località Palombara: "Gestisco questa stazione dal ’56, fino all’anno scorso ero titolare, non dipendevo da alcuna compagnia. Sceglievo da chi rifornirmi e quale politica dei prezzi applicare, e i primi anni riuscivo anche ad avere un discreto guadagno per me. Ora è tutto diverso. Con i fornitori non si contratta più, le tasse sono altissime, il margine di guadagno ridotto al minimo. Se non avessi venduto a Q8, non mi sarebbe rimasto che chiudere l’attività".

 

Anche a Sant’Angelo in Pontano, in via Pianello, fino a qualche anno fa c’era una pompa bianca. Adesso è diventata Tamoil: "Le cause sono più d’una — spiega Ennio Straffi (nella foto a destra) —: è aumentata la concorrenza, sono cresciute le spese... Il guadagno è calato, così come la quantità di carburante che si riesce a vendere. E i prezzi, centesimo più centesimo meno, si sono allineati".

 

Lo confermano i gestori degli unici due impianti non 'griffatiì della provincia: il primo si trova a Potenza Picena, in piazza Madonna della Neve, e appartiene a una piccola compagnia chiamata Oil Italia; l’altro è a Cingoli, località San Vittore, in via Virgilio.

 

Effettivamente i prezzi del carburante non differiscono granché agli altri: "Sono quasi cinquant’anni che la mia famiglia ha questo distributore privato — dice Emanuele Moschettani, di Cingoli —. Se passassi a una grande compagnia, deciderebbero tutto loro. Invece io faccio rifornimento da chi voglio e decido il prezzo. Anche se la differenza non è enorme, anche perché non c’è sufficiente margine per applicare sconti ulteriori".

 

Non vede l’ora di chiudere definitivamente, invece, Mauro Cenerelli, dell’Oil Italia di Potenza Picena: "La benzina è aumentata, ma il mio margine di guadagno è praticamente uguale a 10 anni fa. Nel 2000 l’impianto è stato dichiarato non a norma e l’Agip, l’allora proprietario, voleva smantellare tutto. Il Comune ha invece permesso il passaggio a Oil Italia. Il risultato è che i prezzi sono comunque alti e quindi non concorrenziali, e il guadagno quasi inesistente, anche perché non ci sono altri servizi che possiamo offrire a chi si ferma per il rifornimento. La compagnia si rifornisce a Falconara come gli altri. Insomma, non ha senso continuare a tenere aperto".

Benedetta Iacomucci










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