Il giudice assassinato dalla mafia nel 1992 è stato ricordato durante un incontro organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. Durante l'incontro è stato presentato un 'quaderno' che il Consiglio regionale ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino
Macerata, 5 giugno 2008 - Il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nel 1992, è “un eroe del nostro tempo e di lui, come di tutti gli eroi, rimane la testimonianza preziosa dell’impegno per il bene degli altri”; egli è stato “un uomo con un grande senso dello Stato, di un’alta dirittura morale e con un profondo ideale di giustizia”.
Questi due ritratti del giudice Borsellino, tratteggiati dal prefetto, Vittorio Piscitelli, e dal consigliere regionale Francesco Comi, spiegano il significato dell’iniziativa che la presidenza del Consiglio provinciale e la presidenza del Consiglio regionale delle Marche hanno organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana.
La presentazione, nella sala consiliare della Provincia, del 'quaderno' che il Consiglio regionale delle Marche ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino, è stata infatti il miglior modo per celebrare i veri valori della Carta costituzionale.
Il volume si intitola 'Giustizia e verità' e, come ha sottolineato il consigliere regionale Comi, intervenuto in rappresentanza del presidente Bucciarelli, “queste due parole raffigurano anche gli ideali cui si è ispirata l’opera del magistrato Borsellino. Esse rappresentano inoltre l’“orizzonte” che ogni individuo deve avere di fronte”.
L’incontro si è aperto con il saluto del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, il quale, presentando l’iniziativa, ha ricordato come al giudice Paolo Borsellino sia stata conferita la medaglia d’oro al valore civile “a riconoscimento dello zelo e dell’eroica determinazione del suo duro lavoro di investigatore”.
“Il ricordo di Borsellino è il modo migliore per celebrare i sessant’anni della nostra Costituzione – ha detto il sindaco, Giorgio Meschini – Egli ha dedicato tutta la vita per l’affermazione dei principi di uguaglianza di ogni uomo di fronte alla legge per la parità dei diritti e dei doveri di tutti”.
Ai numerosi studenti della scuola media 'Dante Alighieri', presenti nella sala del Consiglio, ha rivolto il suo intervento anche Anna Petrozzi, caporedattore della rivista “Antimafia 2000”, la quale ha parlato dell’opera svolta dal magistrato antimafia e di cosa abbia significato la lotta alla mafia negli anni in cui Borsellino operò in Sicilia.
In chiusura è intervenuto il presidente della Provincia, Giulio Silenzi: “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto – La maggioranza degli italiani non si rassegna; anzi, continua ad essere mossa da un profondo spirito di giustizia e di avversione ad ogni forma di criminalità organizzata”.
Proseguono le proiezioni alla facoltà di Lettere nell'ambito del ciclo 'Un film, un paese, una cultura, una lingua'. Il calendario prevede giovedì 5 'The Simpson' e lunedì 9 'Lezioni di piano'. Proiezioni a Palazzo Ugolini, alle 16