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MONACHE S'INCATENANO IN VATICANO

L'avvocato delle suore: "Non pensavo facessero sul serio "

"Si erano affidate ad ex carabiniere per vendita terreno"

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Monache di clausura incatenate Roma, 8 giugno 2008 - L'avvocato delle due suore che si sono incatenate per protesta questa mattina vicino a piazza San Pietro, in Vaticano, si dice "spiazzato" dall'iniziativa delle sue assistite ("non la condivido") e confida: "Non immaginavo facessero sul seri. Gliel'avevo caldamente sconsigliato quando me ne avevano parlato".
 

 

"Sono in uno stato di prostrazione seria", afferma l'avvocato Luca Brezigar parlando con Apcom. "Credo che la loro protesta sia un modo per tornare a fare le suore, a riottenere una dignità che credono di aver perduto". Il legale, che ha sentito telefonicamente le due religiose dopo la protesta mattutina, rileva che le sue assistite non sono state ricevute, come speravano, dal competente Dicastero vaticano. "Credo che non se ne sia fatto niente", afferma, aggiungendo: "Di solito sono i religiosi a fare le prediche ma questa volta gliel'ho fatta io".
 

 

Accusate dalla loro congregazione, le Carmelitane calze (di antica osservanza) di aver venduto nel 2005 sottocosto un terreno al fine di procedere a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del loro monastero, a Camerino (Macerata), le due suore sono state 'svestite' del velo un anno e quattro mesi fa in seguito ad una visitazione apostolica. Albina Locantore e Teresa Izzi, rispettivamente priora e tesoriera del monastero, si erano affidate, per la transazione così come per la gestione degli affari ordinari del convento, ad un ex carabiniere inizialmente intenzionato a farsi prete e poi, una volta rinunciato, impegnato a coadiuvare le anziane religiose.

 

"Si era innamorato della causa", afferma l'avvocato Brezigar, "e solo della causa: è risibile ogni altra voce". Grazie all'ex militare le due suore avevano adottato una "gestione stravagante" dell'economia del monastero da un punto di vista del diritto canonico e dell'ordine di clausura, al punto che c'è chi ha ipotizzato che l'ex carabiniere avesse compiuto il reato della circonvenzione di incapaci. "Una teoria suggestiva ma fuori dei fatti", afferma l'avvocato.

 


Dopo essere state secolarizzate, le due religiose, inizialmente ascoltate come testimoni in un primo processo a carico dell'ex militare, sono state indagate in un secondo processo. "Credo che sia questo che le ha sconvolte", afferma l'avvocato. Per il primo processo è prevista un'udienza a settembre mente per il secondo le indagini sono ancora in corso. Le due suore sono attualmente ospiti di conoscenti a Roma e si sono appoggiate all'ex carabiniere e alla sua famiglia in questo ultimo anno fuori dal monastero.










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