Il primo vero miglioramento è previsto per la terza decade di giugno. Ma la 'coda lunga' della primavera si farà sentire determinando un'estate non certo caldissima ma più fresca e umida, soprattutto a luglio
Macerata, 10 giugno 2008 - Pochi se ne saranno accorti, ma l’estate, quella metereologica perlomeno, è già iniziata da un pezzo. Peccato però che invece del sole abbia scelto la pioggia per farsi annunciare. E che probabilmente, questa coda di acquazzoni e pioggerelline, si farà sentire anche nei prossimi mesi.
Condizionando tutto lo svolgimento della calda stagione, che tanto calda in effetti non sarà, ma piuttosto umida e fresca (e pure un po’ bagnata, ad agosto). E’ quanto 'pronostica', da quella 'centralina di controllo' che è l’osservatorio geofisico di Macerata, Redo Fusari, esperto metereologo.
Innanzi tutto va detto che la primavera che stiamo per lasciarci alle spalle è stata in assoluto la più piovosa dal 1920 (prima sistemi di monitoraggio non ce n’erano): "Tra marzo aprile e maggio — spiega Fusari — abbiamo avuto un aumento dell’80% di pioggia rispetto alle medie degli ultimi anni. Un fatto del tutto eccezionale, che a Macerata non si vedeva da tempo, e che compensa la grande siccità dello scorso inverno".
I numeri: se mediamente, in primavera, cadono su Macerata 192 millimetri di pioggia, quest’anno ne sono caduti 382. Con punte massime registrate a marzo, quando in tre giorni, precisamente il 5, 6 e 7, sono caduti 129 millimetri di pioggia. Per non parlare degli acquazzoni di maggio, che allagamenti e frane hanno disseminato in tutta la provincia, e di cui ancora è fresco il ricordo.
Le previsioni a breve termine, non danno adito a grandi speranze: "Per quanto riguarda la pioggia, prevediamo — spiega Fusari — una piccola tregua in questi giorni. Ma da giovedì il tempo tornerà ad essere instabile, almeno fino a domenica, con rovesci temporaleschi sparsi". Per avere un po’ di tranquillità, occorrerà attendere la terza decade del mese. Solo allora si prevede un miglioramento, che dovrebbe dare il là alla bella stagione.
"Ma è certo — mette in guardia Fusari — che la coda lunga della primavera si farà sentire, determinando un’estate non certo caldissima, ma più fresca e umida, soprattutto a luglio. Agosto, invece, mostrerà il suo carattere più piovoso".
Se si vuole qualcuno da incolpare per questa estate non di altissimo profilo, basta chiamare in causa la famigerata 'niña': "E’ un fenomeno che i metereologi riscontrano da alcuni anni — spiega Fusari — e che si presenta in maniera semi-periodica. Si verifica sulle coste del sud del Pacifico, come Perù ed Ecuador, e determina un raffreddamento delle acque, le quali incidono sulle masse d’aria sovrastanti che a loro volta determinano fenomeni a catena verso il sud dell’Europa. In particolare la niña affievolisce l’effetto dell’anticiclone delle Azzorre, che è il principale responsabile del bel tempo nelle nostre zone, e ne frena l’espansione verso il Mediterraneo, ‘deviandolo’ verso il nord Europa. Così, da noi, arrivano le correnti umide e fresche del nord Atlantico, che quando incontrano le acque ormai calde del Mediterraneo, ‘reagiscono’ e generano nuvole e piogge. Come in effetti è stato sinora".
Benedetta Iacomucci
Questi sono gli ingredienti di un appuntamento straordinario che andrà in scena giovedì, alle 21, (ingresso gratuito), nel giardino del Colle reso immortale da Giacomo Leopardi