Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
L'INCONTRO AL CARLINO

L'alpino ferito a Kabul: "Pronto a ricominciare"

Con lui anche l'inviato del Tg5 Toni Capuozzo. Dopo una chiacchierata sulle condizioni delle popolazioni dell'Afghanistan e sulle diversità che si incontrano a Kabul, i due hanno ricevuto il 'Carlino d'oro'

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Il maresciallo ferito a Kabul e Toni Capuozzo in visita alla redazione maceratese del Carlino Macerata, 13 giugno 2008 - Nelle zone più calde del pianeta, uno per portare cibo e medicine alle popolazioni, l’altro per documentare fatti e avvenimenti. Il primo è il maresciallo Enrico Mercuri, il ranger di Montecassiano rimasto ferito il 13 febbraio in Afghanistan; il secondo è Toni Capuozzo, giornalista e inviato del Tg5. Ieri entrambi sono stati ospiti della nostra redazione per un incontro al termine del quale gli è stato consegnato il 'Carlino d’oro'.

 

"Ci vorranno un altro paio di mesi per il recupero completo" ha detto il maresciallo Mercuri, che ancora deve camminare con le stampelle e indossare un tutore a causa della frattura alla tibia, provocata dall’attentato. "Se tutto andrà bene, riprenderò servizio a novembre. Però non credo tornerò in Afghanistan, non perché io non voglia, ma perché c’è una specie di staffetta internazionale per queste missioni. Se comunque dovesse capitare, non avrei problemi".

 

Al ritorno a Macerata, ha sentito la sua terra vicina? "Sì. Però noi marchigiani per carattere siamo molto riservati, quindi da un lato fa piacere sentire l’affetto della gente, ma dall’altro è bello anche ritrovare la tranquillità tipica delle nostre zone, rivedere gli amici di sempre. Dopo la Nigeria e Nassirya, c’è grande attenzione per i feriti e per le famiglie anche da parte dell’Esercito: oltre ai miei commilitoni, che ogni tanto passano a trovarmi, il Comando regionale di Ancona è sempre disponibile e presente, ad esempio per accompagarmi alle visite al Celio".

 

Di fianco al maresciallo Mercuri c’è anche Barbara, la sua fidanzata, conosciuta a Pordenone grazie a un amico. Per lei i giorni dopo l’attentato non devono essere stati facili. "L’esperienza del ferimento è stata abbastanza dura. Però ho vissuto quei giorni anche con l’orgoglio di stare con una persona così. Questo è il suo lavoro. Piuttosto che vederlo infelice dietro a un tavolino, preferisco che faccia quello che gli piace".

 

Il maresciallo del resto non sembra traumatizzato dall’esperienza. "Tutti me lo chiedono, allora ci ho ragionato su. Credo che un evento traumatico sia meno devastante per chi vive un mese in quelle condizioni: se penso ai nostri nonni, che hanno passato mesi nelle trincee in condizioni difficilissime, non mi meraviglia che tornassero traumatizzati. Ma noi non stavamo male, potevamo mangiare, fare la doccia, e con l’addestramento, durante il quale ci fanno dormire nei boschi, si impara ad apprezzare anche un letto. Poi se moralmente stai bene, anche in situazioni difficili riesci ad andare avanti".

 

Il ranger e Capuozzo hanno parlato a lungo dei rapporti con le popolazioni locali, e delle diversità che si incontrano a Kabul, una città non molto dissimile dalle nostre, e le zone più isolate, dove si vive ancora come trecento anni fa. Mercuri ha tenuto molto a sottolineare il rapporto creato con tante persone, "che ci hanno permesso anche di trovare depositi di armi, cosa altrimenti impossibile. Fondamentali sono anche le qualità, professionali ma anche umane, di tutti i ragazzi del nostro gruppo, persone preparate, piene di interessi e capaci di affrontare ogni situazione".

 










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Il maresciallo ferito a Kabul e Toni Capuozzo in visita alla redazione maceratese del Carlino

Incontro al 'Carlino'
con Mercuri e Capuozzo

L'alpino ferito a Kabul il 13 febbraio e l'inviato del Tg5 hanno ricevuto dal caposervizi Brusa il 'Carlino d'oro'

GUARDA LE IMMAGINI

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli