Viaggio tra i cittadini di Tolentino esasperati dallo stop idrico per la rete contaminata e dalle frammentate notizie che arrivano dal Comune. "Questa situazione è stata gestita male sin dall’inizio", dicono
Tolentino, 20 giugno 2008 - Erano già dalla non facile situazione, così, quando hanno saputo che l’ordinanza di divieto si sarebbe estesa anche all’uso esterno dell’acqua, non ci hanno visto più. I residenti delle vie servite dall’acquedotto contaminato cominciano davvero ad averne abbastanza dell’andirivieni di taniche da riempire e svuotare, e delle notizie sempre più frammentarie e contraddittorie che giungono dal palazzo.
"Questa situazione è stata gestita male sin dall’inizio — spiega Stefania Eleonori — e adesso di continua a generare confusione, dicendo un giorno una cosa, un giorno un’altra... Siamo stati costretti a rivedere tutte le nostre abitudini di vita: la pasta, al giorno, non la mangiamo più, la sera andiamo da mio fratello che abita in un altro quartiere... Adesso cos’altro possiamo fare? Andarcene definitivamente? Senza considerare che nella mia famiglia c’è chi è stato male sul serio, con febbre a quaranta e dolori fortissimi. E anche adesso che sono passati diversi giorni, qualcuno fa fatica a riprendersi, a ristabilirsi completamente, soprattutto chi è più in là con gli anni".
"La cosa peggiore — gli fa eco Moreno Pascucci, giunto a fare il consueto rifornimento all’autobotte — è stata soffrire senza sapere perché. Vedere i propri familiari star male, e non capire da cosa dipendesse. E’ normale che sia cresciuto il malumore nel quartiere, e che ora tutti cerchino di attribuire le responsabilità". Oggi l’andirivieni dalle case all’autobotte si intensificherà, dato l’irrigidimento dell’ordinanza: "Vengo già a riempire le taniche due o tre volte al giorno — continua Pascucci —, dovrò raddoppiare la frequenza, sperando che la situazione si risolva al più presto".
Intanto, i volontari della Protezione civile di Tolentino, che presidiano l’autobotte e aiutano i residenti, hanno il loro bel da fare per gestire la situazione. Ma anche gli operatori dell’Assm, che ieri hanno ricevuto diverse telefonate da chi chiedeva lumi sulla nuova ordinanza, e stanno dunque svolgendo opera di informazione nel quartiere.
"A un certo punto — dice Mario Caponi, della Protezione civile — pareva quasi che la psicosi fosse dilagata anche in altre vie. C’era gente che sosteneva che anche l’acqua di casa sua non fosse buona, nonostante abitasse in tutta un’altra zona. Per non parlare delle contestazioni sull’ubicazione dell’autobotte, che per alcuni era troppo decentrata. Ora è raggiungibile da tutti, anche se trascinare damigiane da 50 litri resta comunque un problema...".
Benedetta Iacomucci
Il festival dedicato ai giovani talenti russi toccherà sabato Tolentino, domenica Treia e lunedì Pievebovigliana