Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
OMICIDIO VOLONTARIO

La Cassazione conferma: "Caliandro uccise il figlio"

In primo grado l'ex maresciallo venne condannato a dodici anni di reclusione con il rito abbreviato. In appello la pena è stata aumentata a quattordici anni. L'avvocato difensore ha fatto ricorso in Cassazione, ma è stato rigettato

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

L'ex maresciallo Caliandro accusato dell'omicidio del figlio Treia (Macerata), 27 giugno 2008 - Anche la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna per l’ex maresciallo Pietro Caliandro, accusato dell’omicidio volontario del figlio Giancarlo. La pena è quella stabilita in appello, 14 anni di reclusione. L’ex sottufficiale dunque ora potrebbe andare in carcere.

 

Il fatto avvenne il 29 settembre 2003. In via Colucci risuonò uno sparo. Maria Luisa Bellanova, moglie di Caliandro, si precipitò in garage e trovò il figlio Giancarlo, 27 anni, a terra. Il ragazzo fece in tempo solo a dirle "Papà mi ha sparato". Poi perse i sensi, e nel giro di qualche minuto morì.

 

Subito finì sotto inchiesta il maresciallo, che venne immediatamente interrogato dal sostituto procuratore Siddi. Caliandro fece una ricostruzione dei fatti: lui stava pulendo un fucile da caccia; il figlio, sceso per prendere la macchina, quando lo aveva visto gli aveva detto che voleva essere lui a pulire l’arma; era nato un litigio e alla fine era partito uno sparo, che aveva colpito il ragazzo allo stomaco.

 

Nelle tasche del ragazzo venne anche trovata dell’eroina, cosa che per qualche momento fece pensare che il padre avesse sparato perché esasperato dai problemi del figlio. Comunque la ricostruzione non venne creduta, e Caliandro finì agli arresti domiciliari nel convento di San Pacifico a San Severino. A insospettire gli inquirenti era il fatto che un uomo esperto di armi potesse pulire un fucile carico. La mamma del ragazzo poi aggiunse che il figlio non si era mai interessato delle armi del padre, e dunque le sembrava inverosimile il litigio su chi dovesse pulirle. Contro l’ex militare, infine, le parole pronunciate da Giancarlo prima di morire.

 

In primo grado, Caliandro venne condannato a dodici anni di reclusione con il rito abbreviato. In appello la pena è stata aumentata a quattordici anni. Contro quest’ultima sentenza, l’avvocato difensore Giovanni De Benedittis ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le prove erano state valutate in maniera scorretta e chiedendo l’assoluzione, o la condanna con le attenuanti, o la condanna per omicidio colposo. Mercoledì, però, la Corte ha rigettato il ricorso.

 

La condanna dunque è confermata, e ormai è inappellabile. Le motivazioni si conosceranno tra circa un mese. Ma sia in primo grado che in appello, i giudici hanno stigmatizzato il comportamento dell’imputato: se davvero era un uomo di principi, come sosteneva, avrebbe fatto meglio ad ammettere il delitto, invece di cercare di strumentalizzare i problemi di droga avuti dal figlio.

 

Confermato anche il risarcimento simbolico chiesto, per la moglie, dall’avvocato Patrizia Palmieri: 15mila euro, che andranno a un ente benefico. A questo punto, sebbene Caliandro abbia 77 anni, per lui potrebbe scattare la reclusione in carcere, tenendo conto del fatto che dalla pena vanno tolti i tre anni dell’indulto e i ventuno mesi trascorsi ai domiciliari.

Paola Pagnanelli










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Barbara Bouchet

Barbara Bouchet espone
a Sant'Angelo in Pontano

La nota attrice ha scelto Sant'Angelo per la sua prima mostra personale di pittura nelle Marche. La mostra si terrà nei sotterranei del teatro comunale 'Angeletti' dal 19 al 26 luglio

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli