La polizia indaga su diversi casi sospetti. Gli appartamenti indicati nelle dichiarazioni degli ospitanti, tra l’altro, sono vuoti: forse c’è chi li mette a disposizione per queste pratiche, forse non gratuitamente
Macerata, 5 luglio 2008 - I pakistani clandestini si danno appuntamento all’Ufficio stranieri della Questura. E’ un fenomeno singolare quello su cui sta indagando la polizia, dopo i 60 arresti effettuati dall’inizio dell’anno. I pakistani si presentano agli sportelli e chiedono di avviare la pratica per l’asilo politico. Gli viene fissato un appuntamento, al quale dovranno presentarsi con la dichiarazione di una persona ospitante, qualcuno cioè che dica di mettere a disposizione dell’immigrato un certo appartamento, e che abbia risorse sufficienti per aiutarlo a inserirsi.
Quando il pakistano arriva all’appuntamento, gli vengono prese le impronte digitali: così per sessanta di loro si è scoperto che erano entrati in Italia anni fa da clandestini, che già erano stati fermati dalle forze dell’ordine, e che avevano già avuto un ordine del questore di lasciare l’Italia. Per questo, invece di ottenere l’asilo politico, sono finiti tutti in carcere.
Sessanta casi tutti uguali, l’ultimo giovedì, sono un po’ troppi. Tanto che gli investigatori della Squadra mobile hanno iniziato a pensare che qualcuno possa aver messo in giro la voce che a Macerata l’asilo politico si ottiene facilmente, anche se in realtà a valutare queste pratiche è un ufficio di Roma. Gli appartamenti indicati nelle dichiarazioni degli ospitanti, tra l’altro, sono vuoti: forse c’è chi li mette a disposizione per queste pratiche, forse non gratuitamente.
E all’arrestato che succede? Passa un paio di giorni in carcere, poi patteggia sei mesi di pena. Dato che rimpatriarlo è costoso, di solito resta libero. La questura gli ridà l’ordine di lasciare l’Italia, ma se non lo fa non può essere arrestato, perché nessuno può essere accusato due volte dello stesso reato. In pratica non è punibile come clandestino ma non è neanche in regola, comunque può restare.
Paolo Pagnanelli
La rievocazione si terrà dal 3 al 6 luglio. Nel piccolo borgo ci saranno funamboli, musicisti e artisti di strada. I più piccoli avranno la possibilità di salire su un’autentica giostra del '700 e nelle vie più nascoste si potranno vedere strumenti di tortura dell'epoca. Inoltre sarà possibile gustare piatti tipici