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LE PREVISIONI DELL'ISTAT

Un popolo di vecchi. E peggio verrà...

All'inizio di quest’anno i maceratesi centenari erano 67, di cui 10 uomini e 57 donne. Tra dieci anni ce ne saranno 153 e nel 2028 saliranno a 361. Le previsioni confermano come nelle nostre terre si vive più a lungo che altrove

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Anziani Macerata, 7 luglio 2008 - All'inizio di quest’anno i maceratesi centenari erano 67, di cui 10 uomini e 57 donne. Tra dieci anni, nel 2018, ce ne saranno 153 (25 uomini e 128 donne) e tra vent’anni, nel 2028, saliranno a 361 (59 uomini e 302 donne).

 

E’ la buona notizia che arriva dalle previsioni dell’Istat che, sulla base del trend attuale, ha disegnato il futuro scenario demografico — fino a tutto il 2050 — del Maceratese. Una conferma che qui, nella 'terra delle armonie', si vive più a lungo che altrove. Ma anche di un sempre più marcato invecchiamento della popolazione.

 

Quanto ai residenti, all’inizio di quest’anno erano 320.082, tra dieci anni saliranno a 341.187 e nel 2028 a 357.560. Gli ultrassessantacinquenni, negli stessi anni, passeranno da 73.895 (il 23% del totale) a 80.018 (il 23.4%) e a 90.694 (il 25.3%).

 

Ovviamente siamo nel campo delle previsioni. E lo stesso Istat precisa che i dati di lungo termine vanno presi con cautela, perché "le previsioni demografiche divengono tanto più incerte quanto più ci si allontana dalla base di partenza, specie nelle piccole realtà geografiche" (e noi, non a caso, ci siamo fermati al 2028).

 

In ogni caso, l’accentuazione dell’invecchiamento è un dato ormai consolidato che apre scenari del tutto nuovi, in particolare sul fronte della sanità e dell’assistenza. Basti dire che, ad oggi, si stima in provincia la presenza di circa 3.000 badanti e colf regolari, più altrettante irregolari.

 

Altri profili della provincia che verrà si ricavano dall’andamento demografico reale (non dalle previsioni Istat). Così ci si accorge che nei Comuni maggiori i residenti crescono, ma gli aumenti più consistenti della popolazione si registrano nei centri minori circostanti. Il prezzo stellare delle abitazioni, il traffico, l’inquinamento e diffusi fenomeni di microcriminalità spingono infatti tante persone ad andare a vivere nei Comuni più piccoli, prossimi a quelli più grandi. Emblematici i casi di Pollenza e Montecosaro, a ridosso del capoluogo e di Civitanova, protagonisti di un vero e proprio boom demografico.

Franco Veroli










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