L'imprenditore marchigiano, nonchè azionista di minoranza dell'Istituto, non nasconde la sua delusione dopo che è sfumata la partnership con la Popolare dell'Emilia. "Sono stati fatti passare dei treni e il mercato è crollato"
Ancona, 16 luglio 2008 - La questione del partner di Banca Marche "è stata gestita senza una linea coerente tra le Fondazioni". Il giorno dopo la 'fumata nera' da parte della Banca Popolare dell'Emilia Romagna nella trattativa con le Fondazioni, Francesco Merloni (nella foto), azionista di minoranza dell'istituto, non nasconde la delusione per la strategia dei soci di maggioranza: gli enti di Jesi, Macerata e Pesaro che complessivamente detengono il 51,9%del capitale.
"Si sono perse delle buone occasioni" osserva Merloni, azionista con una quota di circa l'1% e rappresentante del fronte degli imprenditori marchigiani favorevoli ad una crescita della Banca con un partner. Da oltre un anno l'opzione di un matrimonio della Banca con sede a Jesi era all'esame dei tre soci di maggioranza legate da un patto di consultazione.
Una complessa procedura, avviata a settembre, ha visto nell'ordine la rinuncia prima di Intesa San Paolo, già socio di minoranza, poi del Credit Agricole disponibile a mettere sul piatto 1,7 miliardi per il 51% del capitale e da ultimo la Popolare dell'Emilia Romagna che puntava alla maggioranza offrendo ampia autonomia all'istituto all'interno del suo gruppo.
"Sono stati fatti passare dei treni e poi il mercato è crollato" osserva Merloni che riconosce come lo stop alle trattative con la Bper sia in parte giustificato alla luce delle turbolenze finanziarie in corso. Per imboccare, invece, la strada della crescita autonoma di Banca Marche "serviva un aumento di capitale che le Fondazioni non hanno mai fatto per non perdere la maggioranza".
Per il futuro Merloni suggerisce una possibile via d'uscita ma solo una volta superata la crisi dei mercati. "Le Fondazioni aprano il capitale, la banca non può restare così". Come? Secondo l'imprenditore con un aumento di capitale che il "territorio marchigiano è sicuramente in grado di sostenere" (i piccoli azionisti hanno già il 32% del capitale).
Nella serata del 19 luglio, con l’accensione delle torce e la lettura del bando si apre la rappresentazione in costume a Morrovalle. Dopo la consegna delle chiavi della città, si giocherà una partita a scacchi con pedine in costume. Il giorno dopo il saluto del feudatario continua con la cena medievale. Per info e prenotazioni alla cena 335-6857442 o 329-3885674