L’enorme massa di maestranze richiesta per il prolungamento della superstrada pone problemi sul piano sanitario, dei trasporti e di istruzione per i figli dei lavoratori
Macerata, 20 luglio 2008 - Un paese multietnico più vasto e popoloso di tanti piccoli centri del nostro entroterra. E’ quello che sta sorgendo tra le montagne maceratesi, grazie alla presenza dei tanti minatori, tecnici e operai impegnati nei lavori di completamento della superstrada Valdichienti previsto dal progetto Quadrilatero. Ad oggi, a circa un anno e mezzo dalla ripresa delle opere dopo anni di fermo, sono già 250 le persone che lavorano nei cantieri: circa 150 in quelli riguardanti il tratto Anas Sfercia-Collesentino (vecchio appalto del 1997) e un centinaio in quelli della prima parte (il 3% del totale delle opere) del Maxilotto Uno del progetto Quadrilatero.
In questa prima fase si stanno realizzando quattro gallerie (due da 800 metri, due da 70) e due tratti di viadotto (tratto Anas); altre tre gallerie nel tratto Quadrilatero (una artificiale), due delle quali di 500 metri. Poi seguirà il resto, visto che la Valdichienti dovrà raggiungere Foligno e andranno realizzate anche molte altre opere.
"Complessivamente le opere per la Quadrilatero valgono 2.5 miliardi di euro — spiega Massimo De Luca, di Fillea Cgil (nella foto) — e richiedono un crescente numero di lavoratori. Secondo le comunicazioni del general contractor, nel primo semestre del 2009 le maestranze saliranno a mille, per toccare il picco di duemila tra il 2010 e il 2011".
Attualmente una parte degli operai alloggia in un “baraccamento”, altri in alberghi o pensioni a Muccia. Ma in vista della “ondata” ormai prossima, entro due o tre mesi saranno costruiti due campi base di 400 posti ciascuno, a Muccia e a Colfiorito.
"L’impatto sociale è enorme", sottolinea De Luca, forte di un’esperienza pluriennale nel settore. Uno che sa di cosa parla, visto che ha lavorato alla realizzazione dell’alta velocità Bologna-Firenze, della metro di Genova, della variante di valico e anche della galleria passante di Fontescodella a Macerata. "I problemi non mancano — dice — specie su tre fronti: scuole, trasporti, sanità. Ai figli di questi lavoratori bisogna garantire il diritto all’istruzione. Quanto ai trasporti, tenuto anche conto che si lavora su tre turni da otto ore ciascuno, ci sono difficoltà legate agli orari e alle coincidenze per gli spostamenti, locali e non, anche in relazione al ritorno a casa, in media ogni tre settimane".
Più complesso il tema della sicurezza e della salute. "Abbiamo fatto un accordo quadro con la società appaltante in base al quale questa si fa carico della regolarità dei cantieri. E nei due campi base funzionerà un pronto soccorso 24 ore su 24. Ma resta un grave problema per i lavoratori stranieri extracomunitari. Questi, infatti, non sono residenti ma domiciliati: ciò significa che non possono avere tesserino sanitario e, dunque, non hanno diritto al medico di base. Una questione su cui abbiamo sollecitato la Regione e che riteniamo di poter risolvere. Ma serve anche l’impegno di Provincia e Comuni, oltre che del general contractor, affinché questa nascente cittadina possa funzionare al meglio, garantendo a tutti diritti e servizi".
Nella serata del 19 luglio, con l’accensione delle torce e la lettura del bando si apre la rappresentazione in costume a Morrovalle. Dopo la consegna delle chiavi della città, si giocherà una partita a scacchi con pedine in costume. Il giorno dopo il saluto del feudatario continua con la cena medievale. Per info e prenotazioni alla cena 335-6857442 o 329-3885674