Domenica ci sarà il momento clou della Disfida, una rievocazione iniziata sabato scorso con un ricco programma di iniziative collaterali. In questi giorni lungo le vie della città figuranti in costume e taverne aperte
Treia, 31 luglio 2008 - Un amore sconfinato lega Treia al gioco del pallone con il bracciale. Probabilmente perché in questo incantevole paese del Maceratese è nato Carlo Didimi, considerato il ‘Pelè’ o il ‘Maradona’ di questo gioco.
E allora non sorprende che da 30 anni Treia si rituffi in quei tempi, cioè a quando nel 1821 Leopardi ha scritto la canzone A un vincitore nel pallone pensando alle gesta di Carlo Didimi. E domenica ci sarà il momento clou della Disfida, una rievocazione iniziata sabato scorso con un ricco programma di iniziative collaterali. In questi giorni sono aperte anche le taverne nei quartieri.
Dalle 15 di domenica, si muoveranno i cortei storici dai quattro quartieri del paese (Borgo, Cassero, Onglavina e Vallesacco) con le persone vestite coi costumi dell’Ottocento che si dirigono in piazza, poi dal palazzo comunale uscirà la Magistratura, cioè il sindaco e gli assessori che indosseranno i costumi ottocenteschi dei loro predecessori. Tutti insieme si dirigeranno nell’arena dove alle 16.30 si disputano le semifinali e, alle 18, si conoscerà il borgo vincitore della 30esima edizione della Disfida.
Il gioco consiste nel respingere da una metà all’altra del campo un pallone usando il bracciale, che pesa circa due chili ed è costituito da un manicotto ricavato da un unico pezzo di legno di sorbo, scavato all’interno in corrispondenza del polso del giocatore e con punte di legno all’esterno. Le squadre sono composte da battitore, spalla e terzino. Personaggio estraneo al gioco, ma assai importante, è il mandarino, il cui compito è quello di lanciare (mandare) la palla al battitore. La battuta mette in movimento la palla all’inizio di ogni gioco. Il conteggio dei punti ricorda a grandi linee quello del tennis.
Carlo Didimi era un mito. Si dice che a Macerata, durante una partita allo Sferisterio, sia riuscito con una battuta dal fondo a far sorvolare il pallone sull’arena e farlo piombare nell’attuale piazza Nazario Sauro. E un maceratese abbia esclamato dopo aver visto la palla cadere in piazza: "O questo è Dio o questo è Carlo Didimi!".
Gli spettacoli all'Arena Gigli di Porto Recanati chiudono in bellezza con lo spettacolo dei 'Momix', il gruppo di ballerini-illusionisti, di Moses Pendleton. Appuntamento il 5 e 6 agosto, alle 21.30