Il colonnello Paterna fa parte del comitato dell’Onu che vigila sui grandi eventi sportivi. L’ufficiale è stato invitato in Cina, dove ha passato una settimana
Macerata, 22 agosto 2008 - C’è un po’ di Macerata dietro all’organizzazione dei giochi olimpici di Pechino. Dei preparativi infatti si è occupato anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Domenico Paterna (nella foto), che fa parte di un comitato internazionale istituito all’Onu per curare le misure di sicurezza dei grandi eventi sportivi. L’ufficiale ha già seguito le Olimpiadi di Atene,e quelle invernali di Salt Lake City e Torino. Quest’anno, dopo aver seguito le fasi preparatorie dei giochi, è stato inviato invitato in Cina, dove ha passato una settimana.
La prima cosa che ha potuto vedere è stata la cerimonia inaugurale. "Dal vivo è molto più emozionante e coinvolgente — racconta il comandante —, ma si perdono alcuni dettagli: ci sono stati dei momenti che ho capito solo quando li ho rivisti in televisione. Lo stadio è davvero bellissimo. In albergo ho seguito un documentario in inglese, dove si spiegava che è stato costruito in appena tre anni. E’ sorprendente, e difficile da realizzare".
Che differenze ha notato con le Olimpiadi di Atene?
"La Cina ha voluto fare le cose in grande. La cerimonia è stata faraonica, ma non hanno pensato solo a quello. L’aeroporto, ad esempio, era nuovo ma è stato ristrutturato e ampliato. E’ stato fatto un grossissimo investimento, anche sugli atleti. Rispetto ad Atene, mancava un quartiere come la Placa, il centro dove la sera si ritrovano tutti, però là i vari siti olimpici erano lontani, invece a Pechino era tutto nell’Olimpic Green".
A quali gare ha potuto assistere?
"Ho visto i tuffi, la scherma, la ginnastica, il beach volley e i pesi".
Ha incontrato gli atleti italiani?
"Sono stato al villaggio olimpico, diviso come regola in tre aree: quella internazionale, quella logistica e quella residenziale. Ho incontrato la squadra maschile di pallavolo, Tania Cagnotto e suo padre, Montano l’ho visto in gara. In aereo invece ero con gli atleti della marcia, con Andrew Howe e con la fermana Clarissa Claretti. E’ facile incontrare gli sportivi in giro per i siti olimpici".
Le misure di sicurezza erano adeguate?
"Sì, si avvertiva di essere in un ambiente controllato, ma non si vedevano gli operatori della sicurezza, anche perché i poliziotti non erano in divisa. E poi, aspetto molto particolare, c’erano tanti volontari: cortesi, preparati, ma fermi nelle loro posizioni: per vedere se il sistema funzionava ogni tanto cercavo di metterli in crisi con qualche richiesta strana, e soprattutto domandando perché fosse obbligatorio fare quello che dicevano loro, ma loro rispondevano sempre 'bisogna farlo e basta' ".
Ha potuto visitare la città?'
"Sono stato in tutti i siti olimpici. E con un collega norvegese siamo riusciti anche a girare da soli. La metropolitana è nuovissima ed efficiente, oltre che economica, perché una corsa costa 2 yuan, cioè 20 centesimi. Inoltre dovunque le scritte sono sia in caratteri cinesi che in inglese. Pechino si gira davvero facilmente, poi nei siti olimpici c’erano sempre persone che parlavano l’inglese. Tra l’altro erano state istituite le targhe alterne, quindi c’erano anche poche macchine. Il personale accreditato per le Olimpiadi poi aveva una corsia preferenziale: è un’idea che avevamo già messo in pratica ad Atene e Torino, e che qui è stata ripetuta. Oltre che a Pechino poi sono stato a Shanghai, per vedere i preparativi per l’Expo del 2010. Ho incontrato il capo della sicurezza e abbiamo fatto una chiacchierata di due ore. E’ stato molto cordiale e disponibile, comunque ho notato che aveva il mio curriculum sulla scrivania. Shangai poi è molto diversa da Pechino, è molto più occidentale".
Ha avuto modo anche di frequentare i ristoranti cinesi?
"Certo, e ho sperimentato la cucina tradizionale. Mi è piaciuta, e mi sono divertito a usare le bacchette. La cosa che ho mangiato più spesso sono i volatili: pollo, tacchino, faraona".
Dunque una bella esperienza?
"Sicuramente. Tra l’altro ho potuto incontrare i colleghi che si occupano della sicurezza per i top sponsor, cioè Coca Cola, General Electrics o Johnson’s e Johnson’s, con i quali abbiamo parlato degli eventi di Rio o Sidney, dei Giochi del Commonwealth: sono vecchi amici, che incontro solo in queste occasioni".
Quali sono i prossimi appuntamenti cui si dedicherà con le Nazioni Unite?
"In primo luogo l’Expo di Shanghai, poi è stata chiesta la collaborazione del comitato dell’Onu anche per i Mondiali del 2010 a Città del Capo, e per le Olimpiadi invernali del 2014 a Soci, in Russia".
Paola Pagnanelli
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