Una ragazza ventenne avrebbe chiesto dei soldi per sposare un marocchino. Ma lei viveva già con un altro. La coppia è stata denunciata dalla polizia
Cingoli, 28 agosto 2008- Ci si può sposare per tanti motivi, più o meno condivisibili. Ma se uno dei due si fa pagare per andare all’altare, e l’altro è straniero, qualche sospetto è legittimo. E’ su questo che stanno indagando gli investigatori della Squadra mobile, poco convinti dalle nozze celebrate a Cingoli, in primavera, tra una ventenne italiana e un marocchino. Sull’inchiesta per ora gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma già numerose persone in Comune sono state sentite per ricostruire l’accaduto.
A quanto sembra, lo sposo è una persona nota alle forze dell’ordine, per alcuni precedenti in materia di stupefacenti. Queste pendenze con la giustizia avrebbero potuto impedirgli di ottenere il permesso di soggiorno. Da qui, probabilmente, è nata l’esigenza di tentare una via sicura per non essere espulso: un bel matrimonio con una italiana. Per sposarsi però, come è noto, bisogna essere in due. Era necessario dunque individuare una ragazza disponibile a impalmarlo. E il marocchino l’ha trovata a Cingoli. Secondo quanto sta emergendo dalle indagini, la ventenne avrebbe concordato con il nordafricano una somma, qualche migliaio di euro, in cambio delle nozze celebrate in municipio in primavera. Lei avrebbe intascato i soldi, lui avrebbe acquistato il diritto di restare in Italia. Così speravano di poter vivere felici e contenti.
Ma è qui che entra in azione la polizia. Controllando il marocchino, gli investigatori della sezione antidroga della Mobile hanno notato che, anche dopo il matrimonio, non era andato a vivere con la moglie. E anche la ragazza non aveva lasciato la sua abitazione da "signorina", dove per altro abitava con un altro uomo, con il quale aveva un atteggiamento che faceva pensare a qualcosa di più di una semplice amicizia. Andando a controllare i documenti negli uffici del Comune di Cingoli, gli agenti hanno scoperto che il convivente della ragazza era stato anche il testimone alle nozze. A questo punto i sospetti hanno trovato più di un riscontro: gli sposi non convivevano, lei addirittura abitava con un altro. Un accertamento bancario ha aggiunto il tassello mancante: la somma pagata.
A questo punto, il materiale raccolto dalla Squadra mobile è stato consegnato al sostituto procuratore Andrea De Feis. La ragazza rischia l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E per lui forse non sarà più tanto facile restare in Italia. Si è spesso ipotizzato che ci fossero questo tipo di matrimoni per interesse. Se il tribunale confermerà quanto emerso, questo sarebbe il primo caso accertato in Italia.
Paola Pagnanelli
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