Continua l’attività di antibracconaggio sul territorio. Con la scusa di difendersi dai danni provocati alle coltivazioni molti bracconieri ricorrono infatti all’uso di armi per abbattere animali selvatici
Macerata, 28 agosto 2008 - Nell’ambito di un ampio servizio di antibracconaggio e vigilanza, effettuato su tutto il territorio di competenza, gli agenti della polizia provinciale di Macerata hanno sequestrato la notte scorsa un fucile semiautomatico provvisto di puntatore laser e caricato con cartucce a palla di proprietà di un tolentinate che poco prima del sequestro si aggirava, alla guida di un fuoristrada, su terreni agricoli all’interno di una zona di ripopolamento e cattura nel comune di Tolentino.
Dopo un lungo appostamento gli ufficiali Alberto Casoni e Marcello Cioppettini, coordinati dal comandante della Polizia Provinciale, capitano Alberto Storani, e grazie anche alla collaborazione di alcuni referenti dell’associazione nazionale Libera Caccia di Tolentino, sono entrati in azione. Dopo le opportune verifiche, oltre a procedere al sequestro dell’arma e delle cartucce, gli agenti hanno contestato al proprietario del veicolo in questione l’esercizio di caccia in periodo vietato ed all’interno di un territorio protetto.
Con la scusa di difendersi dai danni provocati alle coltivazioni molti bracconieri ricorrono all’uso di armi per abbattere animali selvatici. Un’azione del tutto illegale che viene punita severamente e che, nelle ultime settimane, ha fatto alzare la guardia a chi è incaricato di effettuare verifiche e controlli. Per limitare la presenza dei selvatici la Provincia ricorda che in questo periodo sono state programmate diverse battute di contenimento selettivo, in particolare della popolazione di cinghiale, in tutto il territorio Maceratese.
Tornando all’attività di prevenzione delle scorse ore, sempre gli agenti della Polizia Provinciale, nel pomeriggio di ieri, hanno rinvenuto un richiamo acustico di tipo vietato posizionato all’interno di un’area privata in località Squartabue di Recanati. Lo strumento, perfettamente funzionante, era utilizzato per il richiamo di selvaggina migratoria. Il richiamo acustico è stato subito sequestrato mentre una persona, proprietaria del fondo interessato dall’operazione, è stata segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
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