La corsa dei prezzi anche da noi non si ferma. Solo gli alimentari in sette mesi sono aumentati del 2,7%. Ecco come una famiglia con sette figli si ingegna per fronteggiare gli aumenti
Macerata, 5 settembre 2008- Quello che i maceratesi, chi più chi meno, percepiscono già sulle loro tasche, l’ufficio Statistico comunale mensilmente registra, conferma e ufficializza. Parliamo della corsa dei prezzi, specialmente di tutti quei beni classificati come 'di prima necessità'. Nei primi sette mesi dell’anno, nel comune di Macerata, il prezzo di prodotti alimentari e bevande ha fatto registrare un balzo del 2,7%, secondo solo a quello dei trasporti (più 5,7%), acqua, energia elettrica e combustibili (più 4%).
In questa situazione diventa sempre più difficile far quadrare i conti e le famiglie si ritrovano alle prese con quotidiane strategie di sopravvivenza nella giungla dei rincari. Lo sa bene Giancarlo Bettucci, coordinatore provinciale dell’associazione nazionale Famiglie numerose, nonché genitore, insieme con la moglie Mariella, di sette figli: 5 femmine e 2 maschi che vivono ancora con lui.
Con una famiglia così numerosa come si sopravvive al carovita?
"Non è facile, ma con qualche accorgimento ce la si può fare. Tenga presente che solo nell’ultimo anno — dice Bettucci — il mio 'carrello della spesa' è aumentato di circa 30 o 40 euro. Tanto che, negli ultimi tempi, io e mia moglie abbiamo dovuto studiare delle soluzioni per risparmiare".
Ad esempio?
"Ad esempio fino a due anni fa per il pane spendevo circa cento euro al mese. Oggi come oggi spenderei il triplo, ecco perché, insieme alle altre famiglie che fanno parte dell’associazione, ci siamo organizzati per fare il pane in casa. Abbiamo ordinato la macchinetta direttamente dalla fabbrica: con 40, 50 euro al mese abbiamo risolto il problema".
Per la carne, la verdura?
"Abbiamo un fornitore a Fano che per grosse quantità di carne ci fa un prezzo conveniente e ci fa pure le consegne a casa. La verdura, fortunatamente, la prendiamo in campagna dai nostri genitori. Abbiamo pure un caseificio di Parma convenzionato con noi per il parmigiano".
Quali sono stati i rincari più pesanti?
"Sicuramente verdure e latte. In un anno, il latte è cresciuto quasi di 30 centesimi in più al litro. Tenga conto che nella mia famiglia se ne consuma un litro al giorno".
C’è qualcosa di cui ha dovuto privarsi?
"Il pesce fresco. Prendiamo solo il surgelato, per questioni di prezzo ma anche di comodità: con una famiglia così numerosa, c’è bisogno di praticità anche in cucina. Ma in altri casi abbiamo semplicemente studiato soluzioni alternative".
Quali?
"Ad esempio quando c’è stato il pranzo della Comunione o della Cresima, non potevamo permetterci di prenotare al ristorante per tutti. Abbiamo preso in prestito un locale e cucinato noi per tutti gli amici e parenti. Dieci euro a testa anziché cinquanta, senza farci mancare nulla. Certo, bisogna perdere un po’ più di tempo, ma si apprezza anche meglio il valore delle cose".
In provincia sono 600 le famiglie numerose (da 4 figli in su), di cui 120, dal 2004, associate all’Anfn.
Benedetta Iacomucci
Il ciclista: "La prima esperienza a Sidney è stata poco più di un’avventura. A Pechino spero di portare a casa almeno un podio". Per lui faranno il tifo tutti gli amici e i compagni dell’Anthropos
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