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La gatta selvatica Sibilla è cresciuta
e torna a casa nel Parco dei Sibillini

L'esemplare, rinvenuto nel territorio del Comune di Fiastra quando era ancora un cucciolo, dopo circa un anno è stato riportato nel suo ambiente naturale

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Gatto selvatico Macerata, 1 ottobre 2008 - La scorsa settimana, in presenza del Corpo Forestale dello Stato e di tecnici e collaboratori del Parco, è stata rilasciata una femmina di gatto selvatico, Sibilla, rinvenuta nel territorio del Comune di Fiastra lo scorso anno. Le operazioni di rilascio sono state condotte dal professor Bernardino Ragni del Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia.

 

La gatta, di colore grigio - fulvo, è stata trovata da un giovane di Fiastra il 22 giugno del 2007 quando aveva appena un mese o due, in località Vannita: sembrava abbandonata ma il suo comportamento aggressivo ha fatto subito pensare ad un cucciolo di gatto selvatico; il Comando Forestale di Fiastra, presumendo che si trattasse proprio di un esemplare di gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris), ha affidato l’animale al professor Bernardino Ragni, specialista in materia. Tenuta costantemente sotto osservazione, è stata cresciuta per oltre un anno, nel rispetto delle sue esigenze eco-etologiche. A circa un anno e mezzo di età, quindi, il gatto selvatico è tornato nel suo ambiente naturale: il sito di rilascio è stato individuato nei pressi della località di raccolta, sempre all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, vicino alle Gole del Fiastrone. Per consentire che il gatto possa rientrare senza criticità alla condizione naturale, non gli sono stati applicati radiocollari ma solo un microchip ai fini del riconoscimento.

 

Il gatto selvatico europeo è molto più grande del gatto domestico; il suo aspetto è simile a quello di un gatto soriano, di colore grigio - fulvo, ma ha la testa più grande e pelo più folto. Tipica, ma non identificativa, la coda arrotondata all’apice, con anelli nerastri (da 2 a 7) e la punta nera. Vive nelle aree boschive più conservate, ad altitudini non troppo elevate  e tende ad evitare le zone antropizzate. Animale notturno, durante il giorno si ripara nelle cavità degli alberi, in piccole grotte o nelle tane abbandonate di volpe, tasso o istrice. E’ esclusivamente carnivoro e si ciba di piccole prede: prevalentemente di roditori nonché di piccoli uccelli, rettili, insetti. Possiede un tipo di organizzazione sociale, sostanzialmente solitaria, che non permette alla specie di raggiungere densità elevate in natura. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è l’area protetta più settentrionale della distribuzione del gatto selvatico lungo l’Appennino (il limite è l’area del Fabrianese-AN) e le Gole del Fiastrone, in particolare, rappresentano l’habitat d’elezione di questa specie: la maggior parte delle segnalazioni inerenti la presenza dell’animale nell’area, provengono da questa zona.










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