L’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici dice che tra i 16 istituti presi in esame nelle Marche la situazione migliore è quella di Macerata. Il punto dell'assessore Maccari
Macerata, 25 novembre 2008 - In provincia non ci sono sedi scolastiche particolarmente a rischio, ma i problemi non mancano. L’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici dice che tra i 16 istituti presi in esame nelle Marche la situazione migliore è quella della provincia di Macerata. Ciò non toglie che per la sede dell’Istituto comprensivo di via dei Sibillini di Macerata il giudizio sia insufficiente, mentre per il liceo classico–linguistico di Cingoli e per l’Istituto comprensivo di via Roma a Matelica sia appena sufficiente.
La sede del Professionale di Camerino, nonostante i lavori in corso per l’adeguamento sismico, è inadeguata, tanto è vero che Provincia e Comune si sono già mossi per realizzarne una nuova; all’Itc di Tolentino si stanno realizzando opere di adeguamento sismico e prevenzione incendi, simili a quelle già realizzate all’Iti di San Severino e all’Iti di Recanati; interventi sono in atto alla sede del liceo classico di Macerata, compreso il rifacimento del tetto, mentre l’Ipia 'Ercole Rosa' di San Severino è stato completamente ristrutturato. Ma di opere del genere se ne devono fare ancora tante, e non solo nelle scuole secondarie di pertinenza della Provincia (una sessantina di edifici), ma anche in quelle della scuola dell’infanzia, elementare e media, di pertinenza dei Comuni (oltre 300 edifici).
''Abbiamo fatto e stiamo facendo molto — commenta l’assessore provinciale all’istruzione Clara Maccari – Ma molto resta ancora da fare. Per l’Itc di Macerata, ad esempio, è in fase di progettazione l’adeguamento sismico''. Quanto ai certificati di agibilità statica, la Maccari precisa: ''Tutti gli edifici costruiti più di recente hanno questo certificato, ma non quelli realizzati qualche decennio fa perché allora tale tipo di documento non era previsto. Ma è ormai in fase di completamento l’anagrafe provinciale di tutti gli edifici scolastici, una ricognizione precisa e attenta che consentirà di avere un quadro dettagliato e aggiornato della situazione''. L’anagrafe, a dire il vero, doveva essere realizzata da tempo, almeno da quindici anni. Ed è preoccupante scoprire che quella di Macerata sia una delle poche province che, sia pure in ritardo, l’abbia fatta.
''Il problema sicurezza è molto complesso — continua la Maccari — giacché comprende tantissime situazioni e variabili. Ad esso abbiamo fatto e facciamo fronte soprattutto con risorse nostre, vista l’insufficienza di quelle che arrivano da Stato e Regione''. Quanto alla situazione del liceo scientifico di Macerata (che ospita più studenti di quelli che potrebbe), al momento il sovraffollamento è stato affrontato con il trasferimento di alcune aule e laboratori nel palazzo degli Studi. L’assessore assicura che le procedure per realizzare la nuova sede in via Cioci stanno andando avanti come previsto: ''Ma non credo che i ragazzi potranno entrarci prima di tre o quattro anni. Questo significa che dovremo fare ulteriori interventi nella sede attuale''.
Capire cosa poi manca o non va nella miriade di sedi scolastiche che dipendono dai Comuni è impresa ardua. In generale, però, frequenti sono gli interventi di manutenzione ordinaria, ma anche quelli relativi alla manutenzione o al rifacimento di impianti termici o elettrici, adeguamento degli spazi e dei servizi. Anche i Comuni, del resto, devono fare i conti con la scarsità di fondi disponibili. E nel nostro caso, c’è stato il terremoto: i fondi arrivati per la ricostruzione dopo il sisma del 1997 / 1998 hanno consentito in più di un caso di fare nuove scuole o di sistemare quelle esistenti.
Franco Veroli
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