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PROFONDO BIANCOROSSO

Gioco di squadra per la Maceratese
Scattata la gara della solidarietà

Per la squadra scendono in campo le associazioni no profit del territorio, pronte a firmare un assegno per contribuire a salvare la società. E i tifosi vogliono fare la loro parte: non più gratis allo stadio ma pagando il biglietto

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Tifosi della Maceratese (Foto Picchio) Maceratese, 5 dicembre 2008 - Un gioco di squadra per aiutare la Maceratese. Scendono in campo i tifosi e le associazioni no profit, quelle che lavorano in silenzio nel sociale aiutando molte persone, per un gesto simbolico ricco di significati. E’ vero: il loro contributo non allieverà i conti della società e non risolverà i problemi, però può essere uno stimolo o uno schiaffo all’indifferenza. Ed è un bel segnale all’indomani delle difficoltà descritte da Maurizio Mosca impegnatao a trovare una soluzione coinvolgendo altri imprenditori.

 

La Talea è un’associazione il cui obiettivo è l’inserimento lavorativo di persone in condizione di disabilità o svantaggio. Ebbene, il presidente Andrea Spoletini ha pronto un assegno da 200 euro. ''Lo consegnerò all’assessore Savi — ha detto — lunedì prossimo in occasione di un convegno. La disponibilità nasce dal fatto che sono stato un calciatore, mi ricordo che noi giovani del 1958 guardavamo alla Maceratese come un punto di arrivo. Noi viviamo di aiuti e non possiamo rimanere insensibili difronte alle richieste di un sostegno''.

 

Mario Sperandini dell’Anffas è spesso all’Helvia Recina a seguire la Maceratese. ''Mi piace il calcio e poi vedo che la partita è uno stimolo continuo per mia figlia. Alla domenica molti nostri ragazzi vanno allo stadio e per loro è un momento di svago e di partecipazione. La città s’impoverirebbe se dovesse mancare questa opportunità. Sono impegnato a trovare fondi per ampliare la nostra struttura che ospita molti ragazzi, ma personalmente sono disposto a fare un gesto simbolico per aiutare la società''.

 

Per Enzo Angeletti, dell’Associazione invalidi per cause di servizio, la partita è un momento importante per tutti. ''Molti nostri associati — sottolinea — la vivono come un momento di partecipazione, un’occasione per investire il proprio tempo libero. In questo contesto il calcio diventa un fattore sociale e la Maceratese rappresenta la squadra che catalizza l’attenzione''.

 

L’Unione italiana ciechi, presieduta da Giuseppe Giampieri, è pronta a fare la sua parte. ''Sono disponibile a dare 100 euro. Ricordo la quando la Maceratese aveva la sede a palazzo De Vico, è un pezzo di storia della città, o meglio un’istituzione per cui non si può restare indifferenti. Non nascondo di essere rimasto male quando ho letto che il club è sull’orlo del baratro''.

 

Per Anna Menghi dell’associazione nazionale mutilati e invalidi civili ''chi vive di solidarietà non può tirarsi indietro quando c’è bisogno. E tra i tifosi della Maceratese ci sono tanti disabili, ma al di là di tutto spero anche che si possa ricominciare dalla Maceratese per un calcio migliore. E’ un’occasione da non sprecare''.

 

Il presidente Giulio Silenzi è al fianco di Mosca: ''Gli auguro che possa riuscire in un’impresa che appare difficile, ma conosco bene la sua passione e le sue capacità''. Dai tifosi una proposta: pagare il biglietto per assistere alla partita. ''Si potrebbe fare — scrivono i supporter — attraverso una sottoscrizione volontaria da parte degli spettatori di una somma equivalente al prezzo del biglietto stesso''.

 

I tifosi ringraziano l’ex presidente Mosca ''per l’impegno profuso in questa delicatissima fase''. Nell’intervista rilasciata al Carlino, l’ex presidente ha detto in modo chiaro che la Maceratese è in una situazione disperata. ''Le sorti della gloriosa Maceratese sono appese a un esile filo che potrebbe chiamarsi volontà, passione, attaccamento ai colori biancorossi da parte delle forze imprenditoriali del nostro territorio. A queste forze rivolgiamo un accorato appello: la collettività dove operano che, sia pur in parte, ha determinato il successo delle loro imprese chiede oggi un impegno volto a salvare e rilanciare l’immagine sportiva di una città capoluogo di provincia''.

 

Da Francesco Valentini una proposta: l’azionariato popolare. ''Spero — ha scritto — che chi si sta muovendo per salvare la nostra squadra tenga in considerazione questa ipotesi utilizzata in passato anche da altre società sia italiane che estere con risultati anche ottimi la più famosa è il Real Madrid che grazie a questo meccanismo è una delle prime squadre al mondo''.










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