Asur e Arpa alzano il tiro dei controlli sui prodotti alimentari: "Serviranno indagini più approfondite per accertare la causa del fenomeno"
Macerata, 22 dicembre 2008 - Riso all’insetto. E’ quello contenuto in una confezione acquistata da un cittadino che, insospettito dalla presenza di strani 'punti neri', l’ha portata all’attenzione dell’ufficio igiene e sanità pubblica dell’ Asur di Civitanova. Le analisi effettuate dai tecnici del servizio alimentazione del dipartimento provinciale dell’Arpa, a cui l’Asur ha portato campioni dello stesso lotto di prodotto, non lasciano dubbi.
I 'punti neri', altro non sono che esemplari di Lissorhoptrus oryzophilus Kuschel, un coleottero di color scuro grande più o meno come una pulce, noto come 'punterolo acquatico', visto che attacca il riso seminato prevalentemente in acqua e mantenuto in sommersione continua. Ma come è finito nella confezione? "Serviranno indagini più approfondite per accertare la causa del fenomeno — spiega Gianni Corvatta (nella foto), direttore del dipartimento Arpa di Macerata — Ovviamente la partita di riso incriminata è stata ritirata dal commercio. Non ci sono rischi per la salute umana, ma siamo in presenza di una situazione di igiene, nient’affatto trascurabile, una delle tante sul fronte della sicurezza alimentare".
Ma come mai i casi di contaminazione degli alimenti sono sempre più frequenti? "Intanto — continua Corvatta — va detto che la gente è sufficientemente sensibilizzata e, dunque, più attenta; di conseguenza i controlli sono più numerosi e noi, come Arpa, siamo in grado di fare analisi tempestive, che consentono di agire rapidamente. Siamo una vera agenzia a tutela del cittadino consumatore e della sua salute".
Solo alcune setttimana fa sono state scoperte delle temibili — queste sì — aflatossine in confezioni di farina, mentre qualche tempo prima, con loro grande sorpresa, i tecnici dell’Arpa di Macerata hanno trovato un piccolo geco 'impastato' in un biscotto. "Spesso si tratta di situazioni riconducibili ai luoghi e alle modalità di conservazione del prodotto, mentre assai rari sono i casi di vera e propria sofisticazione alimentare — continua Corvatta — La nostra attività si svolge ad ampio raggio, per individuare contaminazione organiche, ma anche quelle derivanti dall’uso di pesticidi e antiparassitari. Se si facessero ancora più controlli, di questo sono sicuro, troveremmo senz’altro tante situazioni analoghe a quelle già accertare". E, dunque, occhi aperti.
Franco Veroli
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