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INDAGINI ANCORA IN CORSO

L'ex assessore Leoperdi
indagato per corruzione

Accertamenti sulle consulenze pagate allo studio tecnico del politico, specializzato nelle consulenze geologiche e di ingegneria per il piano cave

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stefano Leoperdi (foto ansa) Macerata, 23 dicembre 2008 - Un'inchiesta per corruzione è stata aperta sull’approvazione del Piano cave provinciale. Al registro degli indagati, i sostituti procuratori Andrea Laurino e Andrea De Feis hanno iscritto l’ex assessore provinciale all’ambiente Stefano Leoperdi, il legale rappresentante dello studio tecnico 'Geoequipe', e il titolare di un’impresa cavatrice. Nei giorni scorsi, i carabinieri e la Finanza di Macerata hanno effettuato un sequestro di documenti a Tolentino, nella sede dello studio tecnico, per rintracciare documenti firmati all’epoca dell’approvazione del Piano cave.
 

 

Sull’inchiesta, avviata poco meno di un anno fa, trapelano pochissimi particolari, anche perché gli accertamenti sono ancora in corso. Ma a quanto sembra, la procura starebbe controllando i pagamenti effettuati da alcune imprese in favore della Geoequipe. Lo studio tecnico è specializzato nelle consulenze geologiche e di ingegneria ambientale. Tra i suoi soci e amministratori figura anche il geologo Stefano Leoperdi, che però, all’epoca dell’approvazione del Piano Cave, avvenuta nell’agosto del 2003, era anche assessore provinciale all’ambiente. A insospettire gli inquirenti sono state le cifre pagate da alcune società cavatrici per le consulenze tecniche della Geoequipe: si tratterebbe di centinaia di migliaia di euro. Lo studio avrebbe giustificato le somme con la necessità di procedere a stime e sondaggi accurati per valutare la composizione del terreno, la possibilità di estrarre il materiale e altri parametri, richiesti per sottoporre il progetto di scavo all’approvazione della Provincia.

 

Secondo la procura, però, le cifre di denaro sarebbero troppo consistenti per essere solo il corrispettivo delle consulenze tecniche. Inoltre in base ai contratti firmati nel 2003 tra la Geoequipe e le società cavatrici, i pagamenti sarebbero stati dilazionati nel tempo: le ditte si sarebbero impegnate a chiedere consulenze allo studio di Tolentino anche durante lo svolgimento dell’attività di scavo, e gli ultimi pagamenti sarebbero dunque piuttosto recenti. Per questo è stata ipotizzata la corruzione in carico all’ex assessore, al legale rappresentante della Geoequipe e a un cavatore.
 

 

L’inchiesta sarebbe partita in seguito a un esposto, presentato da una ditta cavatrice. La procura ha dunque avviato una serie di controlli documentali, e numerose persone del settore sono già state interrogate come persone informate sui fatti. Nessuno dei tre indagati invece è stato ancora sentito. La settimana scorsa la magistratura ha disposto un sequestro di documenti nella sede della Geoequipe, in via Pertini. Finanzieri e carabinieri hanno acquisito una serie di documenti relativi ai contratti firmati all’epoca tra la società e le ditte cavatrici. Il materiale verrà ora esaminato dai sostituti procuratori, che svolgeranno anche altri accertamenti per valutare la fondatezza di quelle che, per ora, sono solo ipotesi.

Paola Pagnanelli










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