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IL BILANCIO DELLA CORTE DEI CONTI DELLE MARCHE

"Un'importante quota di malaffare
nel settore degli appalti pubblici"

Il procuratore regionale Alberto Avoli all'inaugurazione dell'anno giudiziario: "I confini fra l’economia legale e quella illegale sono sempre più fragili"

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Corte dei Conti delle Marche (foto Antic) Ancona, 13 febbraio 2009 - "Non risultano avviate, nel 2008, istruttorie per specifici atti di corruzione riguardanti gli appalti pubblici. Tale dato è solo apparentemente confortante poichè emergono indizi di sistema volti a dimostrare la persistenza di una importante quota di malaffare nel settore". Lo ha detto Alberto Avoli, procuratore regionale della Corte dei Conti delle Marche, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta oggi ad Ancona.

 

"Del resto i confini fra l’economia legale - ha rimarcato Avoli - e quella illegale sono sempre più fragili. La criminalità organizzata, i gruppi d’affari, la politica sporca non vivono più di solo pizzo e intimidazioni bensì di appalti e investimenti nell’attività economica ufficiale. Forse nelle Marche, meno che altrove, ma la differenza è solo nella misura".

 

Avoli ha sottolineato, oltre che nella relazione anche nell’incontro a margine con i giornalisti, che "purtroppo si sta diffondendo, nella stessa società civile, una sorta di tolleranza, che si basa sulla pericolosa accettazione dell’inevitabilità della corruzione e, perfino, su aberranti forme di consenso e di ammirazione per corruttori e corrotti".

 

Secondo Avoli, "è necessario che la gente riprenda a considerare il corrotto in maniera negativa". "Si poteva e si doveva fare di più per i cittadini di questa regione -ha detto Avoli-, a tutela del buon andamento della loro amministrazione e a giusto contrasto degli sprechi di amministratori e dipendenti incapaci, negligenti e talora persino profittatori. Una minoranza certo, ma non meno pericolosa".

 

I maggiori filoni di indagine del 2008 hanno riguardato la sanità in cui sono stati riscontrati acquisti a prezzo maggiorato di farmaci, errori sanitari, come quello di un ascesso scambiato per un tumore al polmone e dell’operazione al polso sinistro di una persona invece che al destro, utilizzo di ricettari sottratti ai medici di base per prescrizioni illecite.

 

Altro filone che ha interessato la Corte di Conti è stato quello dei lavori pubblici, in cui, per Avoli, "destano preoccupazione i ritardi nella conclusione delle grandi opere, con alcune di esse rimaste del tutto incompiute, simbolo evidente dello spreco delle risorse", quello della gestione del personale e del male degli assenteisti, "che vanno colpiti con durezza" pur riconoscendo il valore del risultato ottenuto sul posto di lavoro rispetto alla semplice timbratura e alla presenza in ufficio.

 

"Il caso emblematico -ha detto Avoli- ha riguardato un docente che ha fruito di numerosi congedi per malattie sempre quando si trovava all’estero (in Romania ndr.) al domicilio dei suoceri, di fatto rendendo impossibile qualsiasi riscontro fiscale. Le patologie lamentate insorgevano in ‘periodi strategici', collegati con le vacanze natalizie, pasquali e di altre festività".

 

"Pieno di sorprese -ha sottolineato Avoli- è il filone delle indagini sui danni erariali connessi a reati penali". Avoli ha citato il fatto che "in una caserma è stato ripreso illecitamente, con una videocamera, un incontro sessuale fra un militare ed una soldatessa, filmato poi a disposizione di terzi. Il tutto con possibile commissione anche di reati penali". Od ancora, "in un approfondimento istruttorio è la vicenda di un dipendente postale che, con l’autovettura di servizio, andava importunando le passanti in zone isolate (nel territorio di Ancona ndr.) mediante provocazioni sessuali, minacce e ostentazione di giornali e immagini pornografiche".










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