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CONTRO LA CRISI

Destinare i soldi della questua
a disoccupati e cassintegrati

L'iniziativa è partita dal vescovo di Matelica e Fabriano Vecerrica: donare le offerte dei fedeli, per tutto il periodo della quaresima, a chi ha perso il lavoro

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L'urna delle offerte in chiesa (Fotoprint) Matelica, 2 marzo 2009 - Un positivo apprezzamento ha accolto l’iniziativa, voluta dal vescovo Giancarlo Vecerrica e dal Consiglio pastorale diocesano, di destinare il ricavato delle offerte dei fedeli, per tutto il periodo della quaresima, a chi ha perso il lavoro o si trova in cassa integrazione.

 

"La Chiesa non può restare inerme di fronte al disagio della popolazione — ha affermato don Vincenzo Bracci, parroco di Santa Teresa e tra i votanti della decisione — e così il Consiglio pastorale, che è composto in gran parte dai rappresentanti delle associazioni e dai movimenti dei laici ha lanciato questa idea, subito piaciuta a tutti, in primis dal vescovo che l’ha portata avanti personalmente come tutti sanno.

 

D’altra parte — continua il sacerdote — non potevamo dimenticare l’emergenza che si sta generando con la crisi economica e della 'Antonio Merloni' in particolare, di cui un grande stabilimento è presente anche in città: ogni anno distribuivamo le offerte del periodo quaresimale ad un Paese del terzo mondo, l’anno scorso ad esempio ad una missione in Guatemala, ma abbiamo considerato che fosse opportuno almeno per quest’anno tenere il denaro per le necessità economiche diocesane, un po’ forse sulla falsariga della proposta lungimirante del cardinal Tettamanzi a Milano di sostenere direttamente la crisi economica che colpisce la sua diocesi".

 

E che la situazione non fosse delle più floride, lo aveva già manifestato alcune settimane fa il parroco di Regina Pacis don Piero Allegrini, preoccupato dal fatto che "a ricorrere all’aiuto della Caritas ormai non sono più solo stranieri, ma per una buona metà anche italiani, soprattutto giovani coppie di disoccupati con figli a carico". E dell’intensa attività che ormai caratterizza tutte le associazioni e gli apparati ecclesiastici diocesani, ha parlato anche il parroco della cattedrale S. Maria, don Lorenzo Paglioni, in una sua catechesi.

 

"Il messaggio cristiano è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita — sostiene parlando della speranza cristiana l’arciprete e vicario di zona —, quindi non si tratta di fare un discorso sulla salvezza degli uomini, ma percepirla come un fatto che agisce e opera nella materialità della nostra vita, del nostro ambiente, del nostro lavoro e ha la capacità di portare verso il suo ultimo orizzonte la nostra umanità: tutta l’umanità che ci circonda è una risorsa, una energia di vita".

Matteo Parrini










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