Operazione del Noe di Ancona. I prodotti venivano occultati nei terreni di una famiglia titolare di un’azienda di compostaggio, di un’impresa agricola e di un pastificio, o trasformati in pascolo per bovini grazie anche a un contributo Ue
Ancona, 25 giugno 2009 - Si chiama 'Operazione Appennino' l'inchiesta dei carabinieri del Noe di Ancona, in collaborazione con l’Arma di Macerata, che ha permesso di scoprire un maxi traffico illegale di rifiuti provenienti da industrie agroalimentari e casearie di Marche, Campania, Lazio, Abruzzo, Toscana ed Emilia Romagna, che venivano occultati da una famiglia titolare a Camerino di un’azienda di compostaggio, di un’impresa agricola e di un pastificio. I prodotti venivano nascosti nei propri terreni, al ritmo di due-tre autocarri al giorno.
In tutto sono stati scoperti sedicimila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi smaltiti illegalmente o addirittura trasformati in pascolo per i bovini, con la distrazione di un contributo di 20mila euro ottenuto dalla Ue per allevare bestiame. Tutto è partito grazie alla segnalazione di alcuni residenti della frazione Camerte di Tuseggia che si sono rivolti ai carabinieri segnalando odori nauseabondi e uno strano andirivieni di camion.
I militari hanno accertato così che ogni giorno arrivavano partite di rifiuti (scarti di pomodoro, ortaggi, formaggi e miscele varie) che in teoria avrebbero dovuto essere trasformati in compost con procedimenti della durata standard di nove mesi, per poi essere utilizzati come fertilizzanti. L’organizzazione criminale invece (11 le denunce, a carico dei tre titolari delle aziende e di loro dipendenti e intermediari) smaltiva gli scarti direttamente su un terreno di 50 ettari annesso all’impresa agricola. Lo stesso dove poi mandava a pascolare i 60 bovini di proprietà, allevati per la macellazione.
In due anni, questo sistema avrebbe fruttato agli organizzatori almeno un milione di euro, e gli affari andavano così bene che i titolari delle due imprese avevano avviato le pratiche per acquistare un altro appezzamento di 30 ettari, nella medesima zona. I rifiuti che arrivavano a Tuseggia sotto forma di fanghi, nei quali navigavano frutta marcia e prodotti alimentari in putrefazione, non erano pericolosi per la salute, ma in qualche caso sono state riscontrate tracce di idrocarburi.
Noe e Arpam inoltre stanno conducendo altre analisi per capire se lo sversamento diretto al suolo (o l’interramento parziale) abbiano inquinato le falde acquifere. Le due aziende e i 50 ettari di terreno sono stati posti sotto sequestro su ordine del gip di Camerino. Gli indagati dovranno rispondere di traffico illecito di rifiuti, discarica abusiva, malversazione a danno dello Stato, allevamento con modalità illecite e getto pericoloso di cose. I particolari dell’indagine sono stati illustrati a Macerata dal comandante del Noe di Ancona Giuseppe Di Venere, da quello della Compagnia carabinieri maceratese Tullio Palumbo e da funzionari dell’Arpam.
Questo è il titolo della mostra fotografica di Roberto Recanatesi che sarà ospitata presso la Sala Espositiva Ex Anagrafe di Corso Boccalini e organizzata con il patrocinio del Comune e dell'Assessorato alla Cultura. L'esposizione sarà inaugurata domenica 14 alle ore 18 e rimarrà aperta fino al 28 con il seguente orario: 18-20, sabato e domenica 9,30-12,30, 16-20