La struttura sanitaria del capoluogo entra a far parte del progetto 'Ospedaledonna', che raggruppa gli istituti ospedalieri più attenti alle esigenze femminili. Assegnato il massimo del punteggio
Macerata, 29 giugno 2009 - L'ospedale di Macerata è a misura di donna. La struttura sanitaria, infatti, è entrata a far parte del progetto 'Ospedaledonna', promosso dall'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che premia gli istituti ospedalieri più attenti alle esigenze femminili che con 5 milioni di ricoveri ogni anno su un totale di 9 milioni, rappresentano l’utenza maggiore dei servizi sanitari.
Nella classifica, stilata da una apposita Commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini (Direttore Generale dell’Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma), l’ospedale di Macerata fa parte delle 27 strutture italiane premiate con tre bollini rosa, vale a dire l’eccellenza. "La Direzione di Zona - dice un comunicato del'ospedale di Macerata -, orgogliosa del prestigioso riconoscimento che condivide con tutto il personale, sottolinea il principio che ogni traguardo rappresenta il punto di partenza per nuovi e più ambiziosi obiettivi". Ora in Italia le strutture riconosciute nell'ambito del progetto sono 230. Il nord è ancora la realtà geografica più rappresentata con il 52% delle candidature.
Ecco i criteri adottati per l’assegnazione del riconoscimento: presenza di unità operative che curano patologie femminili specifiche; applicazione dei Livelli essenziali di assistenza con particolare riferimento all’appropriatezza delle prestazioni; accreditamento e certificazione per i requisiti alberghieri e strutturali; comitato etico con almeno tre componenti femminili; donne in posizioni apicali; personale infermieristico prevalentemente femminile; caratteristiche strutturali, servizi a misura di donna e caratteristiche multietniche; pubblicazioni scientifiche su patologie femminili; applicazione della normativa vigente sull’ospedale senza dolore; controllo del dolore nel parto e analgesia ostetrica.
E sono sempre di più le donne che occupano posizioni importanti nelle strutture sanitarie e aumenta anche il personale infermieristico femminile: fino al 90% in unità complesse per patologie che interessano le donne.
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