Titolari di imprese e liberi professionisti della provincia sono stati contattati da call center per avere informazioni su alcuni dati aziendali. Qualche mese dopo alle vittime sono state recapitate fatture per oltre 300 euro
Macerata, 1 luglio 2009 - La polizia postale di Macerata è al lavoro per fare luce su una vicenda che vede coinvolte molte aziende e liberi professionisti, riguardante la pubblicità su internet. Agli agenti sarebbero arrivate delle segnalazioni su fatture da pagare, per un importo di oltre 300 euro, inviate a imprese del territorio da una società del gruppo pagine.it, per un servizio di pubblicità su un elenco telefonico in internet. Un elenco on line - precisa la polizia - da non confondersi con quello più famoso e diffuso, che fa riferimento a paginebianche.
Secondo la ricostruzione della polizia postale le vittime di questo presunto raggiro vengono contattate telefonicamente da call center che chiedono di confermare dei dati aziendali, come la via e la denominazione sociale, per una loro migliore ricerca in internet. Di solito le domande hanno come oggetto dati già noti o pubblicizzati dagli stessi utenti. Se l’utente nella risposta è titubante, seguono altre telefonate. Dopo un mese circa, arriva la fattura del servizio di pubblicità, ovviamente non richiesto. Ma spesso, per evitare controversie, i destinatari pagano.
Attenzione quindi a chi dovesse trovarsi in una situazione del genere. In attesa dell’esito degli accertamenti, la polizia postale consiglia di contestare immediatamente la fattura e non dare ascolto alle eventuali telefonate di pressione che richiedono il pagamento o minacciano l’avvio di una procedura legale di recupero credito.
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