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E’ partita l’operazione
'Mare sicuro'

Gli uomini della capitaneria di porto hanno tenuto una lezione agli studenti

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Macerata, 5 maggio 2011 - La stagione estiva è alle porte. Finalmente! Sono stati troppo lunghi i mesi invernali, freddi e piovosi, particolarmente in questo anno. La scuola e il comando della Capitaneria di Porto di Civitanova hanno infatti creduto giusto richiamare gli alunni ad alcune regole di comportamento per trascorrere le vacanze estive all’insegna dell’allegria, non funestata da nessun incidente. Si sa che oggi, con le opportunità che si hanno, le vacanze possono essere trascorse anche lontano dalle coste sicure del nostro Adriatico, almeno quelle di fronte alla costa di Civitanova. Nel progetto sono stati coinvolti tutti i ragazzi delle classi seconde.

 

Il maresciallo capo di 1ª classe Michele Guarracino ed il tenente di vascello Mario Poli hanno incontrato gli alunni nel corso della mattinata nell’auditorium della scuola “Mestica”. Attraverso la proiezione di alcuni video hanno documentato l’attività di soccorso in mare svolto dalla guardia costiera di tutta la penisola. Ha tenuto tutti col fiato sospeso il salvataggio reale di un bagnante spintosi troppo al largo ed in procinto di affogare, fatto all’altezza della costa dirimpetto a Porto Venere, in Liguria, alcuni anni fa, dalla locale capitaneria di porto. «Ci hanno fatto vedere un video dove era illustrato un fantastico salvataggio che io neanche immaginavo» (Armando Minnucci, 2C).

 

Molti i mezzi di cui dispone la guardia costiera: motovedette di stazza media ed alta, elicotteri (Orca, Koala, Manta), aerei. Le basi aeree maggiori sono quelle dislocate a Pescara, in Sicilia ed in Liguria. Il numero per chiamare la Guardia costiera in caso di bisogno è il 1530. Risponde sempre un operatore collegato alla centrale di comando. I mezzi di soccorso scattano immediatamente. Un video simulava l’operazione di soccorso in mare ad opera di una motovedetta nel mare della Liguria. Una ragazza a bordo, desiderosa di entrare a far parte della Guardia Costiera, vive la paura e l’emozione del salvataggio. Gettato in mare un grosso telo in plastica, gonfiato a formare la sagoma di un uomo, viene lanciato dalla plancia di comando un salvagente che si apre immediatamente toccando la superficie del mare. All’interno della ciambella sono sistemati: una pompa per gonfiare l’involucro, due pagaie e un piccolo coltello di cui ci si può servire per qualsiasi evenienza. Le onde gigantesche fanno sobbalzare la nave. La mano esperta del pilota che è al volante dell’imbarcazione è una sicurezza aggiuntiva, ma che non tranquillizza abbastanza la giovane. Tutto si svolge come previsto e nel giro di pochi minuti, dalla segnalazione alle operazioni di salvataggio, il manichino viene tirato in salvo.

 

Numerose anche le raccomandazioni contenute in un questionario distribuito dai due marittimi e compilato dagli alunni, una volta rientrati nelle rispettive classi: mai andare in mare quando è issata la bandiera rossa, mai fare il bagno a stomaco pieno, ma dopo tre ore almeno lontane dall’ultimo pasto, mai superare la linea di balneazione, spingendosi troppo al largo; un cambio improvviso delle condizioni meteorologiche può riservare sorprese sgradite. Il salvataggio di una persona può mettere a volte a repentaglio la vita dei soccorritori. Basta che un’elica dell’elicottero batta su uno sperone di roccia, le coste alte e frastagliate della Liguria, ma anche di alcuni promontori, che il velivolo va in pezzi ed allora succede l’irreparabile. L’incoscienza è cattiva consigliera. La vita di tutti è sacra.

 

Altre informazioni invece hanno riguardato le strutture situate sulla banchina del porto: bitte, parabordi e fanali d’ingresso. I fanali servono per regolamentare il traffico in uscita dal porto ed in entrata nello stesso tempo. Sono un po’ come i semafori sulle strade. Il colore rosso intima che ci si deve fermare, il verde che si può attraversare lo specchio d’acqua. Le bitte sono dei supporti in ferro piantati sulle banchine dove lanciare la corda per l’attracco delle navi. I parabordi sono dei supporti in legno, rivestiti da gommoni, che servono per non fare urtare le navi al momento delle operazioni di attracco. E’ stata un’ora trascorsa all’insegna di una corretta educazione civica, ascoltando i due rappresentanti della Capitaneria di Porto, in servizio nella stazione marittima di Civitanova. A loro va il grazie della scuola.


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