La partecipazione
è impegnarsi
In classe i ragazzi hanno riflettuto su questa parole per individuarne il senso
Macerata, 12 maggio 2011 - "La partecipazione è molto importante in famiglia, aiutando i miei, ma anche a scuola per imparare a riflettere e a star bene. E’ anche importante l’amicizia perché così non siamo mai soli. In un’amicizia ci si aiuta, si parla e si scherza, invece oggi mancano il rispetto e l’amicizia vera. Oggi tra i giovani non c’è più comunicazione, non c’è più la voglia di stare insieme per colpa dei socia -network come: messanger, net log e face book. Secondo me la tv può avere un’influenza negativa. Anche un semplice telegiornale ripete, per avere più audience, sempre i fatti di cronaca nera e li fa sembrare cose di routine per cui noi ascoltatori crediamo possano accadere a tutti senza renderci conto delle gravità. Per me sarebbe impossibile eliminare tutte queste cose, ma nel mio piccolo cercherò di fare qualcosa per usarle meno". (Alessandro Forconesi, Maicol Mazzucchetti, II E).
"La nostra professoressa d’Italiano ci ha appena consegnato un articolo de Il Resto del Carlino intitolato ‘Grande Fratello degli studenti’. Per una settimana, 46 alunni di prima superiore di due scuole anconetane vivranno insieme in una casa di campagna con i loro insegnanti. Lì i ragazzi studieranno, lavoreranno organizzando dei gruppi e dei turni di lavoro. In più ospiteranno la gente del paese, i vicini, il sindaco, gli amministratori e i cittadini. Questa idea è venuta alla professoressa Donatella Linguiti, lei pensa che questo può servire a far responsabilizzare le persone. Anche io e il mio compagno Riccardo siamo d’accordo, mentre siamo contrari alla trasmissione del Grande Fratello della tv". (Giorgia Chiarastella, Riccardo Pasquali II E).
"Quando si dice ‘l’importante è partecipare’ significa che se anche tu sai che non puoi arrivare al podio cerchi di fare del tuo meglio, oppure lo fai per il bene di tua madre, padre o dei tuoi parenti che vogliono vedere un ragazzo in gamba. Oggi la gente punta tutto sulla vittoria, specialmente nello sport in cui la sola partecipazione è passata al secondo posto. Infatti alcuni giovani o anche gli adulti fanno uso di sostanze dopanti per avere più resistenza alla fatica. Ci sono invece dei luoghi dove le persone entrano senza pensare al podio ma ci si va per imparare e sono la scuola, la chiesa e la famiglia. Noi abbiamo deciso di formare un Grande Fratello tutto nostro dove ci divertiremo in una casa, ma anche studieremo, lavoreremo e impareremo nuove cose" (Andrea Macciolli, Leonardo Vaccarini).
"Per noi la parola ‘partecipazione’ significa rispettare e rispettarci perché questo è il fondamento per vivere bene. Ciò non accade nella televisione, non è un buon esempio di partecipazione, anzi; ma bisognerebbe prendere atto che la nostra cultura e società stanno andando a pezzi perché si esalta il menefreghismo a differenza di altri Stati, soprattutto quelli orientali, dove il sentimento di rispetto reciproco si ha nel sangue fin da bambini. Spesso i genitori che viziano i propri figli, vengono trattati come zerbini, che non servono più a niente perché a quest’età ci sentiamo grandi ed autonomi quando invece non siamo né carne né pesce. Secondo noi bisogna studiare il più possibile per evitare di essere fregati e quindi per controbattere e avere capacità critiche per scegliere personalmente". (Erika Malaccari, Cristiana Baldoni, II E).
"Oggi giorno c’è molta gente rintanata in casa, isolata dalla natura e dagli spazi aperti, davanti alla tv o spaparanzati sul letto. La partecipazione è quando si vuole fare un gioco o una partita di calcio. Cioè, fare qualcosa con qualcuno, far parte di un gruppo. Però oggi non tutti partecipano, non dico solo alle attività sportive ma anche nel lavoro, per esempio: ‘io non vado a lavorare perché mi mantengono i genitori, questa non è partecipazione’. Però sono convinto che anche da studente posso sentirmi utile, basta essere sempre impegnato per ottenere risultati buoni. Dobbiamo stare più all’aria aperta quando si può e non pensare solo a giocare, anche la famiglia è importante, vengono prima di tutto: sport e scuola … Anche ai genitori bisogna far capire che certi programmi non sono utili". (Nicolò Baldassarri e Francesco Cicchino, II E)
Alessandro Forconesi, Maicol Mazzucchetti, II E, Giorgia Chiarastella, Riccardo Pasquali II E,Andrea Macciolli, Leonardo VaccariniErika Malaccari, Cristiana Baldoni, II E, Nicolò Baldassarri e Francesco Cicchino, II E










