Per i giovani non c'è posto
Commento Guidelli

Macerata, 5 marzo 2010 - A undici anni ha iniziato a farsi di eroina. Non è una storia da metropoli, ma quella raccontata in una lettera al nostro giornale da una ragazza. Teatro dei fatti: Macerata. Il segnale l’aveva lanciato settimane fa l’avvocato Giuseppe Bommarito, che ha narrato quello che avviene, ma che spesso e volentieri si fa finta di non vedere: il disagio che spinge i nostri giovani nella droga. Oppure, peggio, in altri rifugi.
Un esempio? L’altro giorno, in pieno centro, abbiamo visto un quindicenne accompagnato in caserma dalle forze dell’ordine. Aveva rubato in un negozio. E un conto è vederlo scritto in un trafiletto sul giornale, un altro è vederlo dal vivo. Per i ragazzi non c’è stata una sola parola di solidarietà. Neanche in tempo di campagne elettorali. Sui manifesti, non c’è neppure una riga dedicata a loro.
Per i giovani non c’è più posto. E se per loro esiste diritto di cittadinanza, si cominci a parlarne dai comizi che annunciano il voto. O in quei programmi elettorali che non fanno altro che cimentarsi solo tra incomprensibili 'Pear', 'Put' e sigle per addetti ai lavori. La Macerata del futuro ringrazierà.
Giorgio Guidelli











