Truffa per l'acquisto di un palazzo, condannato l'avvocato Castigna

Il legale era stato denunciato dalla famiglia Balducci. Per lui un anno e tre mesi di reclusione

Tribunale( foto Ansa)
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Macerata, 11 giugno 2011 - La condanna a un anno e tre mesi di reclusione è stata inflitta ieri all’avvocato Achille Castignani, accusato di truffa aggravata ai danni della famiglia Balducci. Otto mesi di reclusione poi sono stati inflitti anche alla sua segretaria, Mihaela Gaman, coinvolta nella stessa vicenda. Il professionista ha accolto con amarezza la sentenza, comunque il reato è praticamente prescritto.

Infatti la vicenda sarebbe iniziata nel 1999, per concludersi nel novembre 2003. La storia ruota intorno a una palazzina di tre piani in via Isonzo, una traversa di via Piave, che Bruno Balducci voleva comprare all’asta; essendo fallito, il commerciante non poteva chiedere il mutuo. Per questo crea con l’avvocato Castignani e la sua segretaria, Mihaela Gaman, una società semplice, le cui quote erano al 95 per cento dell’avvocato, al 4 per cento della figlia di Balducci, Francesca, e all’1 per cento della Gaman.

La società avrebbe preso il mutuo, i Balducci, che abitavano nella palazzina, avrebbero pagato le rate, e alla fine, estinto il debito, Castignani avrebbe trasferito loro le quote. All’asta, la casa viene assegnata alla società. Con il tempo però gli accordi avrebbero iniziato a vacillare e i commercianti smettono di pagare le rate. La banca avvia le procedure esecutive e la casa va all’asta. Secondo i Balducci, l’avvocato Castignani, loro amico da tempo, li avrebbe raggirati, facendo credere che gli avrebbe lasciato la casa, ma in realtà mirando a venderla. Nel corso del processo, il giudice Franca Pecorari ha ascoltato Bruno Balducci, la figlia e la moglie Rosanna Consolo, che hanno confermato le accuse.

Ieri, il Pm Andrea De Feis ha chiesto la condanna a un anno e mezzo di reclusione per il legale, e a otto mesi per la segretaria. L’avvocato difensore Giovanni Bora ha invece sostenuto l’innocenza dell’imputato: Castignani aveva voluto aiutare gli amici in difficoltà, facendo un accordo del tutto lecito; non aveva alcun interesse sulla casa, e quando i pagamenti delle rate non erano più arrivati alla banca, aveva chiesto a Balducci di saldare i conti con lui, ma loro lo avevano denunciato.

 L’avvocato Annamaria Vitali, per Gaman, ha fatto presente che i termini della prescrizione erano già maturati. Il giudice, dopo un’ora di camera di consiglio, ha condannato entrambi gli imputati, prevedendo anche una provvisionale per le parti civili di 50mila euro. I Balducci in realtà hanno chiesto due milioni di euro. Ora i difensori degli imputati faranno appello, al quale comunque non si arriverà perché la prescrizione è imminente.

Paola Pagnanelli

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