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Quelli che meditano... dietro le sbarre

Corsi di yoga per i detenuti

Camerino, l’amministrazione lancia una nuova iniziativa per gli ospiti del carcere. E poi pittura, canto e terapia con animali

Il carcere (Foto di Crocchioni)
Il carcere (Foto di Crocchioni)

Macerata, 2 febbraio 2012 - COSA MEGLIO dello yoga per una persona ristretta in un carcere senza grosse possibilità di distrarsi o di fare attività sportiva. Lo hanno certamente pensato gli amministratori comunali di Camerino nell’inserire un corso specifico nel contesto delle iniziative (7mila euro di spesa) a favore dei detenuti nella locale casa circondariale. La disciplina infatti mira, attraverso pratiche, posizioni e meditazione, al riequilibrio psicofisico e al raggiungimento di un generico stato di benessere. I corsi saranno due, distinti per uomini e donne. Avranno la durata di 10 lezioni, di un’ora ciascuna. L’insegnamento sarà svolto dal Karin Montali, insegnante di Iyengar yoga.

ANCHE le altre iniziative tengono conto della limitatezza degli spazi. Ci sarà la «Pet therapy», che prevede l’instaurarsi di una relazione con il cane Borys e il coniglio Felix per ampliare il budget di relazione e di socializzazione dei detenuti. Il maestro Vincenzo Pierluca terrà il corso «Musica insieme» con approccio al canto corale. A conclusione un concerto nella cappella del carcere per un pubblico esterno. I musei cittadini proporranno il «laboratorio di pittura» con il coinvolgimento dei detenuti in un’attività di laboratorio e nella conoscenza della Quattrocento camerte. Inoltre attraverso il Ciof sarà data la possibilità agli ospiti della casa circondariale di seguire lezioni teorico-pratiche su attività artigianali che stanno scomparendo, quali calzolaio, arrotino, falegname e sarta.

«NON SI TRATTA — ha spiegato il sindaco Dario Conti — semplicemente di impegnare il tempo, ma di potenziare la condizione fisica della persona nella sua globalità e le sue capacità e di avere la possibilità di acquisire una professionalità spendibile all’esterno, per avvicinarsi al mercato del lavoro al termine del periodo trascorso in carcere. Indubbia, inoltre è la funzione di socializzazione di tali attività». Proseguirà anche l’esperienza del supporto del mediatore linguistico, culturale e del consulente legale in carcere. Infine finanziate attività trattamentali e di prevenzione della recidiva, rivolte ai minorenni.

 

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