Contrordine sulla riapertura delle scuole: «Le previsioni meteo sono cambiate»
di Giancarlo Falcioni
Macerata, 10 febbraio 2012 - «LA RISPOSTA del Comune all’emergenza neve è stata soddisfacente. Ora siamo pronti alla nuova ondata di maltempo». Parola di Romano Carancini, che proprio ieri ha disposto una nuova chiusura delle scuole per oggi e domani. Il sindaco non risponde direttamente a chi ha parlato di città abbandonata («Chi fa polemiche sulla pelle dei cittadini — dice — si commenta da solo»). Preferisce piuttosto descrivere lo sforzo messo in campo dalla macchina comunale.
Sindaco, oggi (ieri, ndr) avete disposto la chiusura delle scuole dopo che mercoledì ne avevate annunciato la riapertura. Non c’è un po’ di confusione?
«Non escludo che possa esserci confusione, ma purtroppo l’imprevedibilità del tempo ci costringe a prendere decisioni ogni dodici ore. Dopo cinque giorni di stop, eravamo orientati a riaprire. Però l’allerta meteo di questa mattina ci ha consigliato di chiudere».
La scorsa settimana siete stati criticati per aver chiuso le scuole giovedì (quando non c’era la neve) e di averle riaperte il giorno dopo, quando le strade erano impraticabili...
«Se c’è bisogno di un capro espiatorio, va bene. Però le previsioni della Protezione civile avevano annunciato 30/50 centimetri per giovedì. Poi però non è successo niente. Così, non essendoci stata una diversa allerta, abbiamo deciso di riaprire. Il problema è che quello che era stato previsto per giovedì si è verificato venerdì».
In tanti si sono lamentati anche per le strade...
«Da venerdì si è circolato sul 70% delle strade comunali, ovviamente con le catene. Abbiamo messo in campo una ventina di mezzi. Negli ultimi giorni sono stati all’opera oltre cento spalatori. L’Apm è stata l’unica società pubblica che dal primo momento ha garantito il 90% delle corse: chi voleva muoversi in città ha potuto farlo. È ovvio però che abbiamo dovuto fare delle priorità».
Come avete agito?
«Abbiamo affrontato l’emergenza per fasi. La prima ha interessato la circolazione. Poi i marciapiedi: va considerato che in città ne abbiamo per 220 chilometri. Quindi abbiamo lavorato per la messa in sicurezza dei tetti. L’ultimo problema era la rimozione della neve accumulatasi per le strade, così nella notte tra mercoledì e giovedì abbiamo liberato corso Cavour e corso Cairoli. Sappiamo che alcune vie sono ancora innevate, ma dovevamo fare delle scelte».
Sta pensando a qualche ricompensa per i rifugiati del Gus che stanno spalando la neve?
«Ci hanno dato una grossa mano. È stato un aiuto spontaneo ed efficiente. Si sta pensando a una forma di ricompensa».
C’è una stima di quanto costerà l’emergenza neve?
«Una stima prudente potrebbe essere di 30/35mila euro al giorno. Non vogliamo l’elemosina da nessuno, però chiediamo che questi costi siano esclusi dai vincoli del patto di stabilità».
Perché Macerata è uno dei pochissimi Comuni della provincia a non avere un gruppo di Protezione civile?
«Avere un gruppo in città è fondamentale, ma il piano neve ha comunque funzionato. Il gruppo di Protezione civile si sarebbe potuto fare da diversi anni, noi contiamo di crearlo a breve».
Giancarlo Falcioni