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L'ex moglie contro la setta "Si sono infilati nelle nostre vite"

Il caso dell'uomo sparito

Dopo l’appello di una sedicenne al presidente Napolitano

La comunità di Damanhur tratta da "Off the Report"
La comunità di Damanhur tratta da "Off the Report"
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Macerata, 15 giugno 2012 - «MA QUALI problemi familiari?! Sono loro che si infilano subdolamente nella vita delle persone». A parlare è la mamma della sedicenne della provincia di Macerata che ha lanciato un appello al presidente Napolitano, perché da tre anni non riesce a vedere suo padre. Secondo la ragazza, l’uomo vive nella comunità etico-spirituale di Damanhur, a cinquanta chilometri da Torino. Quella che i suoi sostenitori definiscono una «Federazione nata per realizzare il sogno di una società basata sull’ottimismo», per alcuni è invece una vera e propria setta. E di questo parere è anche la sedicenne, che dopo aver visto la puntata di «Off the Report» su Damanhur, ha deciso di scrivere alla guida spirituale della comunità, Oberto Airaudi («Falco» per i membri della comunità), e al Capo dello Stato.

«Da tre anni mio padre è sparito — ha raccontato la ragazza —. Non si fa né sentire né vedere da me. Voglio che lo convincano ad assumersi le sue responsabilità». Subito era arrivata la replica della portavoce di Damanhur, Angela Toninelli, alias «Formica Coriandolo» (perché i membri della comunità cambiano il loro nome). «Non siamo una setta — aveva ribattuto —. Non costringiamo nessuno a diventare cittadino di Damanhur e chiunque può entrare. Siamo aperti a tutti. È già capitato che la gente nascondesse i suoi problemi familiari tirandoci in ballo». Ma l’ex moglie del «cittadino di Damanhur» non ci sta e contrattacca. «Non abbiamo nessun problema familiare — dice —. Respingiamo al mittente ogni accusa. Già sette anni fa li avevo diffidati dal continuare a coinvolgere mio marito nella loro setta. Ho addirittura scoperto che usavano il nome di mia figlia per fare degli amuleti. Gli ho detto di smetterla, ma in questi anni hanno continuato a infilarsi subdolamente nella nostra vita». Secondo la donna, si tratta di un problema piuttosto diffuso: «A Torino — riferisce — ci sono centinaia di famiglie che hanno presentato denuncia contro Damanhur. Presto ci sarà anche una class action contro di loro». Nonostante l’ex marito sia sparito da tempo, la donna (assistita dall’avvocato Leide Polci) si dice sicura del fatto che lui sia a Damanhur. «So benissimo che lui è lì, ci sono gli elenchi della Prefettura a testimoniarlo».

SUL TEMA interviene anche Forza Nuova, che esprime «massima solidarietà alla giovane che ha scritto al presidente della Repubblica per poter rivedere il padre, sparito da tre anni per entrare in una comunità etico-spirituale torinese. Auspichiamo che Napolitano prenda immediatamente coscienza della sofferenza di questa ragazza e della sua famiglia — scrive Tommaso Golini, coordinatore provinciale di Forza Nuova —. Queste denunce sono purtroppo la drammatica conferma della proliferazione di psico-sette. Sono anni che mettiamo in guardia la popolazione dai messaggi subliminali di queste comunità, che ti catturano psicologicamente, ti fanno il lavaggio del cervello e ti isolano dalla società facendoti credere un pazzo. È tempo che i cittadini aprano gli occhi».

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