San Severino (Macerata), 2 ottobre 2017 - Epidemia di scabbia alla casa di riposo di San Severino. Il primo caso sarebbe stato registrato a luglio e da allora non si è ancora riusciti a debellarla.

A portare la malattia sembrerebbe sia stata un’anziana, che fino a luglio era stata ospite in un convento di suore della città e che poi era stata trasferita alla Lazzarelli. A rendere noto il problema è il direttivo settempedano di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale che auspica anche l’intervento dell’Asur. «Da luglio – racconta Fabio Verbenesi – è scoppiata l’epidemia di scabbia tra gli ospiti della Lazzarelli e da allora, nonostante gli sforzi del personale della struttura, non si è riusciti a risolvere il problema». Una epidemia che, ovviamente, preoccupa i familiari degli ospiti ma anche i dipendenti della struttura: il contagio avviene per contatto diretto o con vestiario o altri accessori, come materassi e asciugamani. Gli effetti sono un prurito molto intenso e la comparsa di cunicoli cutanei.

«La direzione – scrive in una nota la compagine politica – avrebbe dovuto provvedere tempestivamente a una disinfestazione accurata, sia per salvaguardare gli ospiti molto anziani e talvolta non autosufficenti, sia per gli stessi operatori sanitari della struttura». La scabbia è una malattia, o meglio un’infestazione, particolarmente contagiosa e, sottolineano Verbenesi e il direttivo di FdI «un eventuale contagio di persone che gravitano all’interno della struttura potrebbe essere molto pericoloso per la popolazione di tutta la città. Speriamo quindi che la direzione prenda adeguati e drastici provvedimenti di natura igienica e organizzativa, o che chieda aiuto all’Asur in modo da risolvere definitivamente il problema quanto prima». È peraltro doveroso, secondo il gruppo politico, che la prossima volta la cittadinanza sia informata sulla presenza di simili malattie e infestazioni, affinché chi ha dei familiari che frequentano la casa di riposo sia messo nella condizione di prendere le dovute precauzioni o fare gli opportuni trattamenti per scongiurare il contagio. «Tenere nascosto lo svilupparsi della malattia infettiva – concludono – non è un buon biglietto da visita per la struttura e anzi evidenzia una certa inadeguatezza di chi la dirige».