Macerata, 16 ottobre 2017 - La professoressa invita a recitare un’Ave Maria durante una lezione universitaria: scoppia la protesta degli studenti. È successo venerdì scorso nella facoltà di Lingue dell’ateneo maceratese e tra gli universitari è partito il dibattito. Insorge Officina universitaria, gruppo studentesco di sinistra.

«Il 13 ottobre 2017, in un’università pubblica e laica come dovrebbe essere l’Università di Macerata, una professoressa di lingue ha obbligato la sua classe a recitare l’Ave Maria – scrive Officina –. Qualcuno lo ha fatto, qualcuno è rimasto in silenzio, qualcuno è andato via dovendo subire lo sguardo e le parole di disapprovazione della suddetta professoressa. In ogni caso si è trattato di una limitazione della libertà personale, di una cosa talmente assurda che non avremmo mai immaginato potesse accadere e dover segnalare questo accaduto ci fa letteralmente cadere le braccia».

La prof: "Non ho obbligato nessuno"

«La spiritualità – prosegue Officina – è un qualcosa di intimo e privato e tale dovrebbe rimanere, senza ripercussioni sulla carriera scolastica di studenti e docenti. Invitiamo pertanto la professoressa a scusarsi pubblicamente per il suo comportamento, nella speranza che l’Università prenda le dovute misure affinché una cosa del genere non si ripeta più. Invitiamo gli studenti a segnalare comportamenti di questo tipo, sia a noi di Officina che allo sportello dell’Università, senza mai abbassare la testa di fronte a soprusi di questo tipo, ma reagendo prontamente».

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