Macerata, 16 giugno 2017 – I Carabinieri Forestali della Stazione di Cingoli, durante un servizio di controllo del territorio in località Avenella dello stesso Comune, al confine con il Parco Naturale Regionale del Monte S.Vicino e del Monte Canfaito, si sono imbattuti in due esemplari di capriolo rimasti intrappolati a un arbusto con i palchi completamente avvolti da un groviglio di lacci in nylon.

Uno dei due caprioli, in particolare, versava in gravi condizioni a causa del laccio di nylon stretto attorno al collo che rendeva difficile la respirazione. Solo l’intervento dei militari, coordinati dal comandate Claudio Forconi, ha potuto salvare da morte certa i due splendidi esemplari di capriolo, liberandoli velocemente dopo averli immobilizzati e tagliato i cappi che li imprigionavano.

Il tutto era stato architettato da un bracconiere in un bivacco ben mimetizzato, al fine di catturare illecitamente i poveri animali; il filo di nylon aggrovigliato avrebbe attirato i selvatici che incuriositi avrebbero iniziato istintivamente a strofinare gli stessi con i palchi, rimanendovi intrappolati. L’operazione è riuscita per la grande rapidità dell’intervento che ha potuto ridare la libertà ai caprioli limitandone le conseguenze fisiche per il forte stress subìto.

I militari hanno provveduto a notiziare l’autorità giudiziaria per il reato di Maltrattamento di animali Art. 544 ter C.P e il responsabile del fatto rischia la reclusione da tre mesi sino a diciotto mesi. Sono in corso le attività di indagine.

Purtroppo il fenomeno del bracconaggio è ancora diffuso in zona e mette a rischio le specie faunistiche che rappresentano l’identità stessa del territorio.