Recanati (Macerata), 1 ottobre 2017 - Dal carcere al consiglio comunale. E’ la curiosa e inedita vicenda politica che vive in questi giorni Recanati, per una serie di imprevedibili quanto sorprendenti circostanze della vita. Il detenuto è Andrea Reccia, geometra, attualmente recluso nel carcere di Marino del Tronto, nominato l’altra sera consigliere comunale dalla massima assise recanatese. Lui è finito dietro le sbarre nei primi giorni di settembre, in seguito ad un’operazione della guardia di finanza che ha a sequestrato oltre 2.300 chilogrammi di marijuana a San Benedetto del Tronto.

Nel corso del blitz le fiamme gialle hanno individuato e bloccato un furgone con a bordo due uomini, che risulterebbero coinvolti nell’ingente traffico di droga, tradotti poi in carcere. Si tratta, appunto, di Andrea Reccia, 63 anni, residente a Chiarino di Recanati, e di un albanese di 24 anni. 
Reccia nel 2014 si presentò in campagna elettorale a Recanati come capolista nelle file di Forza Italia ottenendo un buon risultato, tanto che fu il secondo dei non eletti. In queste ultime settimane, per le dimissioni della più votata, Franca Maria Galgano, e la rinuncia del primo dei non eletti, Vitangelo Paciotti, si trova catapultato in consiglio comunale proprio lui, Andrea Reccia, che non si è tirato indietro. Anzi ha fatto sapere di accettare l’investitura a consigliere comunale perché non ha nessuna remora a ricoprire quel ruolo. E niente, per ora, glielo impedirebbe, perché non ha ancora nessuna condanna a suo carico e la sua fedina penale è limpida come un giglio. Ma le cose si ingarbugliano maledettamente perché il geometra, di fatto, si troverebbe nell’impossibilità di esercitare pienamente le sue funzioni di amministratore della città. 
Un bel rompicapo sia per il Comune che per la Prefettura che stanno seguendo, passo dopo passo, la delicata procedura cercando di coniugare i diritti di Reccia, che oggi si trova in custodia cautelare e potrebbe riacquistare la libertà, una volta decorsi i termini, in attesa del processo, con la normativa, in particolare la legge Severino. 
«Il consiglio non ha alternative, spiega il sindaco Francesco Fiordomo, sono procedure di legge da applicare senza la possibilità di dare giudizi o entrare nel merito di una vicenda inquietante».

A spiegare meglio la procedura è Massimiliano Grufi, presidente del consiglio comunale di Recanati, che fa presente come a oggi «non ci sono precedenti nel casellario giudiziario a carico di Reccia, quindi non ci sono i presupposti per considerarlo incandidabile». La palla passa ora al prefetto, che dovrà verificare se ci siano impedimenti all’esercizio della sua funzione amministrativa politica decidendo semmai per la sospensione della sua nomina.