Macerata, 16 marzo 2017 – Insulti pesanti alla compagna e soprattutto al figlio undicenne, mortificato in maniera incivile mentre faceva i compiti. Per questo si ritrova sotto accusa un ex consigliere comunale maceratese, imputato di maltrattamenti in famiglia. I fatti di cui è chiamato a rispondere sarebbero avvenuti fino al novembre del 2015.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto i familiari a continui maltrattamenti psicologici, costringendoli a vivere in un clima di sudditanza e di tensione costante. In particolare se la sarebbe presa con la compagna e il figlio. Alla donna avrebbe indirizzato una serie di insulti, tanto volgari quanto banali, senza farsi scrupoli di farlo anche davanti ai bambini. E nei confronti del figlio undicenne avrebbe usato appellativi molto offensivi, usando anche termini inqualificabili come «mongoloide» o «povero handicappato», soprattutto quando lui faceva i compiti il pomeriggio.

Queste violenze domestiche però sarebbero state registrate dalla compagna, e portate in procura come prova a carico del maceratese.

Ieri per lui si è tenuta l’udienza preliminare, in tribunale a Macerata. Il giudice Giovanni Manzoni ha disposto di sentire anche i figli dell’imputato, come previsto in questi casi: i due, minorenni, andranno ascoltati con una serie di cautele, con l’assistenza di uno psicologo e una serie di modalità che verranno indicate dal giudice nell’udienza del 27 aprile.

L’imputato dal canto suo respinge ogni accusa: si tratterebbe solo di invenzioni, nate all’interno di una separazione difficile e dolorosa. Dopo aver sentito i bambini, sarà il giudice Manzoni a decidere se archiviare le accuse o rinviare a giudizio l’ex esponente politico. Il maceratese è difeso dall’avvocato Vando Scheggia. La ex compagna è parte civile con gli avvocati Paolo Giustozzi e Donatello Prete.

Paola Pagnanelli