Macerata, 12 febbraio 2018 - Il giorno dopo l’imponente e pacifico corteo antirazzista, gli organizzatori si godono il successo. «Ce lo aspettavamo – spiega Gabriella Ciarlantini, volto storico dei centri sociali cittadini e consigliere comunale della lista civica di maggioranza A sinistra per Macerata – e fondamentalmente non ci siamo tirati indietro perché sentivamo che questa cosa era necessaria per la città e non solo». Rispetto all’atmosfera da coprifuoco in città, Ciarlantini parla di «un clima di terrore che era stato quasi preparato. Noi avevamo detto subito che la manifestazione sarebbe stata pacifica e di massa. Si cercava una risposta forte rispetto agli episodi di violenza e razzismo della scorsa settimana. Il clima di terrore era immotivato e abbiamo cercato di dirlo a tutti. La democrazia ha vinto sulla paura».

Quanto ai cori sulle foibe e su Nassiriya, Ciarlantini minimizza: «È ridicolo parlare di queste cose. Se un gruppetto ha fatto un coro di quel genere, sicuramente è una goccia in un mare di cose positive. Mi sembra pretestuoso parlare della manifestazione riferendosi a un gruppetto. Si pensi che c’era gente che girava coi sacchi dell’immondizia per raccogliere la spazzatura e lasciare la città pulita. C’è stato un rispetto profondo per Macerata e di questa cosa dobbiamo essere orgogliosi». Un’altra critica ha riguardato il presunto mancato ricordo di Pamela. Ma Ciarlantini replica: «È un’accusa assolutamente falsa. C’era uno striscione dedicato alle vittime dei femminicidi e diversi interventi dal camion era incentrati su questo tema». Quanto ai vip presenti al corteo, «mi ha fatto piacere il sostegno avuto da persone che hanno un ruolo pubblico. Ma io ho apprezzato soprattutto gli interventi di due ragazze di colore, Fatima e Dieynaba, che hanno dato un valore aggiunto alla manifestazione. La nostra non doveva essere la manifestazione dei vip». Infine l’assenza di Carancini: «È stata una sua scelta, che continuiamo a non condividere. Ma non ne vorrei parlare: ci dobbiamo concentrare sul successo della manifestazione».