Macerata, 19 giugno 2017 - «E' stato condannato all'ergastolo, così come lui ha condannato noi all'ergastolo, ma del dolore, un dolore eterno». Commenta così la sentenza inflitta oggi al milanese Giuseppe Pellicanò Francesca Quagliatini, la mamma di Riccardo Maglianesi, il ragazzo che con la fidanzata, Chiara Magnamassa, rimase ucciso nell'esplosione di via Brioschi a Milano un anno fa.

La coppia, lui di Morrovalle, lei di Monte San Giusto, entrambi ventottenni, stava realizzando un sogno: lui dopo il master alla Bocconi avrebbe iniziato il giorno dopo a lavorare in banca, lei da quattro giorni aveva iniziato una collaborazione con un atelier di moda. Oltre all'ergastolo, al termine del processo con l'abbreviato Pellicanò è stato condannato a risarcire con 350mila euro a testa i genitori dei ragazzi, e con 160mila euro il fratello di Chiara, a titolo di provvisionale in vista del risarcimento definitivo. Che però non ci sarà mai.

«Il vuoto lasciato da Chiara e Riccardo è incolmabile – prosegue Francesca -, la perdita per noi è immane e da questo processo è ovvio che usciamo tutti sconfitti. Noi per altro avremmo preferito non entrarci mai. Ma almeno la condanna è un punto di partenza, non per vendetta ma per poter dire che se non altro c'è stata una giustizia, e provare così a ripartire. Del resto, malgrado la sofferenza indicibile, dobbiamo trovare la forza per andare avanti, anche per rispetto di quello che erano Chiara e Riccardo, che ci avrebbero chiesto di non arrenderci, anche se tutto questo non ha senso. Ma loro erano forti, si erano impegnati per realizzare i loro sogni e ci erano riusciti: a casa loro avevano un cartellone pieno di foto di amici di tutto il mondo, e tra le tante cose avevano scritto «Stai con le persone che ti fanno felice, vivi finché hai tempo, ama finché c'è vita». E' per questo loro spirito che noi e tutte le persone che hanno voluto loro bene dobbiamo riuscire ad andare avanti».