Macerata, 2 dicembre 2017 - Procedono i lavori nei locali dell’ex circolo garibaldino Giardinetto: vicolo Monachesi è chiuso sui due lati che definiscono i confini del cantiere. A breve la gru sarà rimossa e il vicolo riaperto. «Potrei farne un ristorante, o anche un pub, un posto per giovani – sottolinea l’ingegnere Giovanni Guatini, il proprietario –. Da più di un anno abbiamo iniziato i lavori. Il locale sarà composto da una sezione coperta e da un cortile interno all’aperto, metterò dei fiori tutto intorno alla parte scoperta e anche sull’arco d’accesso.

Le entrate saranno due, una davanti, da vicolo Monachesi, e una dal vicoletto laterale». Piuttosto che preoccuparsi del mio locale – dice Guatini –, si pensi a rimettere a posto l’edificio qui davanti, l’ex chiesa di San Rocco, che è fatiscente e pericoloso, oltre che totalmente anti-igienico. Il palazzo, i cui solai sono tutti crollati, è pieno di ratti e piccioni. Perché il Comune non lo mette a posto? È una cosa indecente. Tra l’altro, si tratta di un edificio storico, e poi non sarebbe difficile valorizzarlo, data la posizione centrale».

«Sono residente qui da 40 anni – racconta Olivia Morbidelli –, i lavori non danno fastidio, anzi è un bene che si riqualifichi quel posto. Era piuttosto losco prima, là girava di tutto, tra droghe e alcol. E comunque non ci passerei neanche ora, di notte, nel vicolo. Non c’è mai nessuno. Ci auguriamo che ci facciano un ristorante, così il target di clientela sarà ben diverso da quello di prima. Comunque, anche il circolo di circoscrizione (Labs, a due passi dall’ex Giardinetto) ogni tanto dà qualche problema a noi residenti, per il rumore notturno».

Una ragazza si era lamentata su Facebook della situazione in vicolo Monachesi, scrivendo che «dopo aver chiuso una delle entrate del vicolo, a fine lavori, lasciano pezzi di attrezzature in bilico e i passanti o residenti devono mettersi all’opera affinché questi non cadano mentre qualcuno si trova a passare di lì». «Ma lì non ci possono proprio passare – replica Guaitini –, è un cantiere, paghiamo l’occupazione di suolo pubblico, e se non possono passare, figuriamoci toccare. Non serve consentire il transito ai pedoni, dato che in questo tratto non ci abita nessuno».