Macerata, 9 settembre 2017 - Arrestato per tre volte in cinque giorni. Lui è un trentenne serbo e questa mattina verso le 9 è stato bloccato dagli agenti della polizia ferroviaria di Ancona – in stretta collaborazione con la squadra volante della questura di Macerata (guidata dal commissario capo Gabriele Di Giuseppe) – in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Macerata. Doveva essere agli arresti domiciliari, e invece si trovava sulla banchina della stazione di Ancona.

Martedì, il trentenne era stato arrestato dalla squadra volante della questura di Macerata appena dopo il furto di una Fiat Panda, avvenuto in via Piave, a Macerata, in concorso con un afghano. Intercettato da una pattuglia, aveva tentato la fuga, speronando l’auto della polizia in via Spalato e provocando anche delle lesioni a uno degli agenti.

Il serbo, che peraltro non aveva neppure la patente, era stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione, in corso Cairoli, dalla quale era però evaso già poche ore dopo – come scoperto dagli stessi agenti della squadra volante con un controllo – fatto per il quale era stato di nuovo arrestato. Nel corso della nottata, infatti, gli agenti avevano trovato il trentenne dalle parti del bar King.

Per questo, come chiesto dal pm D’Arienzo, il giudice aveva stabilito che portasse anche il braccialetto elettronico. Ieri mattina, poi, il gip di Macerata ha emesso il provvedimento restrittivo, disponendo per il trentenne un aggravamento della misura cautelare, dagli arresti domiciliari al carcere. Ma nel frattempo lui era evaso un’altra volta, l’ennesima. Gli agenti della polizia ferroviaria di Ancona lo hanno trovato sulla banchina della stazione del capoluogo ed è scattato l’arresto. Il trentenne è stato portato nel carcere di Montacuto.