Macerata, 27 dicembre 2017 - Un anziano di Macerata è in isolamento all’ospedale con una diagnosi di meningite batterica. Si tratta di un 75enne ricoverato nel reparto di Malattie infettive per una forma di meningite che però, secondo i primi accertamenti dei medici, non sarebbe da meningococco.

Il caso sta creando qualche preoccupazione anche tra gli avventori di un circolo cittadino che l’anziano frequentava con una certa assiduità: al momento soltanto i familiari del 75enne sarebbero stati sottoposti a profilassi, ma non si esclude che qualche precauzione possa rendersi necessaria anche nel circolo, tra quanti tutti i giorni erano a contatto con l’anziano colpito da meningite. Secondo i primi accertamenti, il paziente presenterebbe un quadro clinico piuttosto delicato, anche perché l’infiammazione si sarebbe aggiunta a una serie di altre patologie. Le condizioni del 75enne sono costantemente monitorate dai medici e si dovranno aspettare 48 ore per avere un’analisi più puntuale della situazione.

Dall’evoluzione del quadro clinico e dalle ulteriori analisi dipendono anche le eventuali contromisure da adottare tra i soci, per lo più anziani, che frequentano il circolo di cui il 75enne era un habitué. La circostanza per la quale non si tratterebbe di meningite da meningococco (tipologia che si trasmette con una certa facilità, aumentando il rischio di contagio per chi ha contatti col paziente) porterebbe a tirare un respiro di sollievo. Ma ogni conclusione al momento è rinviata all’esito delle ulteriori analisi predisposte dai medici guidati dal primario Alessandro Chiodera. Tra 48 ore si saprà se anche i soci del circolo dovranno sottoporsi a terapia antibiotica.

Quello del 75enne maceratese è il secondo caso di meningite batterica balzato agli onori della cronaca negli ultimi giorni. Poco prima di Natale, una cinquantenne di nazionalità russa (residente a Pisa ma domiciliata a Roma), era finita in coma dopo essere stata colpita da meningite da meningococco.

La donna, che si trovava in città per qualche giorno di vacanza, era stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Macerata. In quel caso, come da prassi, il dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 3 aveva subito fatto scattare la profilassi: erano stati rintracciati e sottoposti a terapia antibiotica antimeningococco tutti i soggetti che avevano avuto contatti recenti con la donna, oltre agli operatori sanitari che l’avevano soccorsa e seguita (una quarantina di persone in tutto).