Corridonia (Macerata), 17 aprile 2017 - «Ciao Franco, è difficile trovare le parole per salutarti, perché il dolore mi impedisce quasi di parlare. Ma vorrei dirti che per me sei un esempio di come si può accettare e vivere la malattia. Sì, perché nessuno di noi ha voglia di sentire parlare di sofferenza, e tantomeno della morte. Questo tuo cammino però mi ha portato a guardare le cose per quelle che sono. Non rifuggirle, non negarle».

Così Aloisa Lanzi ha salutato questa mattina il cognato Franco Moneta, direttore del centro di ascolto e di prima accoglienza Caritas di Macerata, morto sabato in ospedale, dopo una malattia, a 59 anni. In tantissimi questa mattina si sono stretti al dolore della famiglia e hanno partecipato al funerale celebrato dall’arcivescovo di Fermo, Luigi Conti. «Franco era il punto di riferimento per le persone bisognose - ha affermato l’arcivescovo durante l’omelia -. Ha insegnato a essere aperti a tutti coloro che chiedono aiuto, senza distinzione di razza, di colore, di genere».

Silvia Luciani