Ussita (Macerata), 7 ottobre 2017 - Il palazzetto del ghiaccio di Ussita è inagibile e lei, a tredici anni, per pattinare è costretta a farsi 700 chilometri in auto e ad arrivare fino a Bologna. «Tre volte la settimana mamma o papà mi accompagnano da Ussita a Bologna per scendere sul ghiaccio, solo così posso continuare il mio sogno, che è quello di arrivare ai mondiali». A raccontarlo all’Ansa è Amy Paternesi, una ragazzina di 13 anni ancora da compiere, talento del pattinaggio su ghiaccio che da alcuni mesi, assieme alla sua famiglia, è tornata a vivere nel paese distrutto dai terremoti di un anno fa, dopo aver trascorso otto mesi da sfollata a Porto Recanati. Dice di amare le montagne e il freddo.

Il suo idolo, manco a dirlo, è Carolina Kostner. Quella di questa piccola «Frozen» dei Sibillini è una storia di rinascita e di coraggio che emerge dalle macerie del terremoto a quasi un anno di distanza dalla grande scossa del 30 ottobre 2016. «Il palaghiaccio di Ussita è da sempre la mia seconda casa, mi manca tanto e spero che possa essere al più presto riaperto», spiega Amy. Che intanto continua a macinare chilometri e «spesso faccio i compiti in auto». «È un sacrificio enorme sotto tutti i punti di vista, ma non potevamo negarle di vivere il suo sogno», racconta la mamma, Laura Carota, impiegata dell’acqua Nerea e dirigente del «Club ghiaccio Ussita», la società locale di pattinaggio dove la figlia ha iniziato a 5 anni.