Fiastra (Macerata), 30 settembre 2017 – In attesa dell’udienza del tribunale del riesame, slitta il sequestro per abuso edilizio della casetta in legno post terremoto della 95enne Giuseppa Fattori. I famigliari però, nel timore che oggi potesse essere una giornata terribile per l’anziana, sono riusciti a convincerla ad andare per qualche giorno a casa di una delle figlie a Castelfidardo.

Il sequestro, notificato sabato 16 dai carabinieri forestali, era stato prorogato di 15 giorni: oggi la scadenza con Peppina che avrebbe dovuto essere mandata via dalla casetta frazione di Moreggini a San Martino di Fiastra. Ma dato che la famiglia, con l’avvocato Bruno Pettinari, ha avviato con il Comune le procedure per chiedere la sanatoria e in tribunale ha presentato un’istanza per chiedere il dissequestro della casetta, l’esecuzione del sequestro è stata congelata in attesa della decisione dei giudici del riesame, che si riuniranno la settimana prossima. E intanto l’anziana nel tardo pomeriggio di ieri ha accettato di andare a stare per qualche tempo a casa di una delle figlie, Gabriella Turchetti.

«Verrà con noi – spiega Turchetti – lascerà la casetta con le buone, in attesa di conoscere la decisione del tribunale del riesame. Le abbiamo promesso, però, che qualunque cosa accada, il 7 ottobre torneremo tutti di nuovo a San Martino. Perché quella data, per mia madre, è importantissima, saranno trascorsi 73 anni esatti da quando si è trasferita in quella piccola frazione, da giovane sposa. Le abbiamo assicurato che quel giorno celebreremo la messa all’aperto o, se le condizioni climatiche non lo consentiranno, anche all’interno del container». «Mia madre uscirà da lì di sua iniziativa, per così dire – sottolinea Turchetti –, anche se è l’ultima cosa che vorrebbe, perché vogliamo dare un segnale preciso, cioè dimostrare che rispettiamo quanto ci viene prescritto. Peppina di certo non nasconde che preferirebbe andare nel container, ma è molto giù ultimamente, e le temperature non sono adatte».

Nel container, dove la 95enne ha vissuto per qualche tempo prima che le figlie le facessero costuire la casetta di legno, c’è una stufetta, che riscalda appena l’ambiente. Non ci sono però i servizi igienici, bisogna uscire per andare in bagno e lavarsi. «Sappiamo che lei vuole tornare nel container – dice il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti –, ma è veramente brutto sapere che ci sarà un’anziana di 95 anni in quelle condizioni e non poter far nulla». Anche il primo cittadino ha passato al vaglio tutte le soluzioni che gli sono state proposte. «Purtroppo possiamo fare ben poco», sottolinea Castelletti. E l’altra figlia di Peppina, Agata Turchetti, precisa: «Abbiamo ricevuto tanto appoggio – sottolinea la figlia Agata Turchetti – ma anche tante critiche, c’è chi parla addirittura di investimento. Non so cosa possa esserci da investire a San Martino di Fiastra. Pare sia troppo difficile di questi tempi comprendere che a muoverci non è il becero interesse, ma un atto d’amore verso nostra madre». I famigliari hanno fatto un appello a papa Francesco, mentre circola una petizione per far restare Peppina. E oggi, a supporto della 95enne, saranno in tanti di vari comitati a presidiare la casetta di San Martino.

 

Chiara Gabrielli